Conte e Renzi, botta e risposta a Palazzo Chigi, governo Conte a rischio?

giuseppe conte renzi

Conte Renzi, botta e risposta. “È meglio se sto zitto”. Giuseppe Conte ha letto in mattinata le parole di Renzi, e non l’ha presa per niente bene. Dopo essersi confrontato con Luigi Di Maio, decide che a difenderlo saranno gli altri partiti della maggioranza. Ritiene le polemiche infantili e quindi non vuole neanche replicare ANCHE SE; tutte queste informazioni le ha dovute far trapelare proprio LUI – Conte – al Corriere della Sera, GUARDACASO; lo stesso giornale cui ieri Matteo Renzi aveva rilasciato le sue dichiarazioni. Ma non è finita qui; in base alla logica se uno non vuol replicare nemmeno insulta il suo avversario. E invece Conte indica Renzi come figura “irresponsabile“, vittima di “disinformazione permanente“, “miserabile“, “bugiardo”, “di sicuro destabilizzante” e “inaffidabile“. Parole sue. Le ultime notizie del giorno 3 Novembre sul governo italiano.

Proprio ieri Renzi ha rilasciato delle dichiarazioni pericolose per il ruolo di Giuseppe Conte al governo, ha detto: “Con o Senza Conte, avanti fino al 2023”. Niente di più ma tanto è bastato per scatenare l’ira del premier, che ancora cerca di reprimere: ecco perché decide di sfogarsi diplomaticamente.

Conte e Renzi: Polemiche “miserabili”

Conte vs Renzi – La valanga di polemiche che mirano tutte a bocciare la Legge di Bilancio 2020 ancor prima di essere pubblicata non arrivano solo da Renzi, ma anche dagli stessi membri del governo giallorosso. Tuttavia, Conte richiama all’ordine i suoi facendo notare come queste loro polemiche inutili stiano solo facendo “un grande favore a Salvini” e si focalizza sugli attacchi del leader di IV; “polemiche che ritiene infantili, come dicono a Palazzo Chigi, e oltremodo irresponsabili” (articolo del Corriere).

Dopo aver dato i suoi giudizi Conte, reduce da un tradimento paragonabile solo a quello subito da Cesare nell’antica Roma, sceglie il silenzio perché; “ritiene il livello delle polemiche talmente basso, in alcuni casi «miserabile»”. Il premier a questo punto crede che replicare, alimenterebbe solo di più la; “cacofonia comunicativa che sta facendo passare la manovra come una legge di sole tasse e balzelli, che «è una grossolana bugia – dicono a Palazzo Chigi – visto che la pressione fiscale non salenon ancora – e che abbiamo sterilizzato 23 miliardi di euro di nuove imposte»”.

Che strano però, per uno come Giuseppe Conte non dovrebbe essere un problema la coerenza; Non vuole replicare, è meglio che sto zitto, e poi ci racconta tutte queste belle cosine.

Governo Conte: M5S e PD non collaborano

Il governo Conte è sempre più appeso a un filo, dopo le Elezioni in Umbria è davvero tutto in discesa. Movimento 5 Stelle e Partito Democratico non vogliono proprio lavorare insieme, non trovano il modo di fare gioco di squadra e il clima a Palazzo Chigi è sempre più teso.

Si litiga sulle regionali, sui singoli aspetti della manovra e sui social nonostante abbiano tutti già votato a favore in Parlamento. Il premier Conte si chiede a questo punto se deve riflettere davvero sul proprio ruolo, visto che niente va come dovrebbe.

Conte, Renzi “destabilizzante”

Conte, Renzi “destabilizante”: Un sospetto a Palazzo Chigi – Matteo Renzi sta forse “alzando la posta per avere voce in capitolo sul giro di nomine nelle partecipate, che dovranno essere fatte”? Il Corriere fornisce domanda e risposta: “Di sicuro c’è un’irritazione estrema per un comportamento – quello di Matteo Renzi – che nel Palazzo del governo giudicano «inaffidabile», a tratti incomprensibile, di sicuro destabilizzante.”

Così sono giudicate le parole di Matteo Renzi: volutamente destabilizzanti, con Giuseppe Conte nel mirino, “altro che un aiuto al governo come dice l’ex leader del PD, in qualche modo giustificandosi.” Tuttavia forse è stato davvero d’aiuto perché all’improvviso tutti i ministri che si son sentiti dalla parte di Conte, almeno per la poltrona, hanno iniziato a replicare a Renzi che “dopo Conte c’è solo il voto“. Il M5S e il PD hanno isolato Renzi al suo 4% di consensi (numero più numero meno), e fatto scudo sul presidente del Consiglio.

M5S e PD difendono Conte anche se “a Palazzo Chigi ormai c’è una sindrome da «disinformazione permanente», alimentata dalle stesse forze di maggioranza, dai ribelli del Movimento, dai renziani, da tutti coloro che non sono in grado di difendere la manovra, ma hanno solo trovato il tempo per attaccarla.”

Il premier non replica, ma replica

Conte ritiene un errore replicare al leader di Italia Viva, perché “ne ha in qualche modo legittimato il profilo“, ed è il pensiero anche di Di Maio, che ha consigliato a Conte di “concentrarsi sul lavoro e di non dare spago a quelle che vengono lette come mere provocazioni.” Tuttavia, questo articolo e tutti gli altri redatti oggi sulle parole dei vertici di governo sono la prova evidente che tale consiglio non sia affatto stato ascoltato.

Non lasciatevi ingannare dalle belle parole, prendete i fatti per come sono realmente, non è un film in cui si può ascoltare i protagonisti ragionare ad alta voce; Se non vogliono farci sapere qualcosa ci riescono benissimo, e viceversa.

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