Il premier Conte, la cancelliera Merkel ed il primo ministro Macron al bancone di un bar di notte si esprimono confidenzialmente contro Rutte. ‘Quest’accordo non s’ha da fare, né domani né mai‘, direbbe Manzoni se potesse parlarne con i capi di Stato che sono proprio di questa idea. Giuseppe Conte, spalleggiato da Macron parla ad Angela Merkel dei rapporti con Mark Rutte, che chiede il diritto di veto sul Recovery Fund. Il potere, cioè, di non dare aiuti economici ai Paesi meno affidabili come l’Italia, per non perdere i soldi versati maggiormente dai paesi Frugali. Confessioni notturne al bar dell’hotel dove i capi di Stato alloggiano, davanti a un drink informale si abbandonano a parole poco diplomatiche.

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Consiglio Europeo contro Mark Rutte, Recovery Fund a rischio

Dopo la cena con i capi di Stato e di governo a Bruxelles la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro francese Emmanuel Macron e il nostro premier Giuseppe Conte si sono riuniti per un drink informale al bar dell’hotel dove alloggiano. Scappano delle riflessioni poco diplomatiche tra i premier europei che mettono severamente a rischio la possibilità, già remota, di un accordo con i cosiddetti “Paesi Frugali” che nel Recovery Fund ci mettono i soldi con la pala.

Mark Rutte, con furore dall’Olanda, è il rappresentante degli interessi dei paesi frugali che al consiglio UE sta chiedendo il diritto di veto. Rutte chiede il potere di far saltare gli aiuti del Recovery Fund ai Paesi considerati meno affidabili, primo tra tutti l’Italia ovviamente. Segue la Spagna di Pedro Sanchez, e la Francia di Emmanuel Macron.

Emmanuel Macron minaccia gli accordi UE sul Recovery Fund, Conte smorza i toni

Il primo ministro francese Macron è talmente insoddisfatto delle trattative che rischia di far saltare il terzo giorno di riunione: “Il mio aereo ha i motori accesi“. I toni però vengono allentati per la conferenza stampa in cui Macron ha detto “Bisogna trovare dei buoni compromessi nelle prossime ore e credo che sia ancora possibile, ma questi compromessi non si possono fare a spese dell’ambizione europea“.

Il premier Conte invece spende parole meno severe su Rutte, in confidenza con la cancelliera tedesca e Macron rivela: “Io ho un buon rapporto personale con Rutte“, ha dichiarato il presidente del Consiglio: “Non si permette e non si è mai permesso di chiedere di fare questa o quest’altra riforma” in maniera diretta all’Italia. “Le riforme, tra l’altro, per come sono strutturati questi programmi, saranno proposte dal singolo Paese – spiega ancora Conte, illustrando il Recovery Fund -. Non c’è un’Europa che chiede questa o quella riforma. Ci sarà, una volta approvato questo piano, il singolo Paese che presenterà un piano per gli investimenti e le riforme strutturali, che ovviamente verrà approvato, e poi ci saranno le elargizioni”.

Conte “accordo senza Mark Rutte”, e i soldi chi li mette? La Merkel ci rinuncia

La Merkel, attualmente presidente del Consiglio europeo, non è del tutto convinta che questo accordo si raggiungerà, e lo dimostrano le sue parole alla stampa “è possibile non ottenere nessun risultato” da queste riunioni. Ogni giorno passato a vuoto è un altro giorno che allontana le due realtà europee. E se l’accordo salta, c’è poco da fare. Conte propose persino di fare un accordo senza Rutte, ma appare difficile capire come il Recovery Fund possa essere usato senza chi ci mette il Fund!

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