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Siria, Conte chiama Erdogan per esortarlo alla ritirata, la telefonata si conclude in un nulla di fatto

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Siria, Conte ci prova, chiama Erdogan e gli chiede nuovamente di fermare l’avanzata militare delle milizie turche in Siria. Sappiamo quello che gli ha detto Giuseppe Conte ma la risposta di Recep Tayyip Erdogan è ignota. L’Ue ci sta provando in tutti i modi a fermare l’azione militare di Erdogan ma senza alcun successo. Ecco cosa ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Erdogan e la guerra di Turchia e Siria.

Siria, Conte “rispettare dovere geopolitico”

Siria, Conte ha ricordato a Erdogan il suo dovere di “svolgere con responsabilità il ruolo geopolitico e di alleato Nato che la Turchia strategicamente detiene, nell’interesse collettivo di stabilizzazione dell’intera regione.” Nella chiamata a Erdogan di questa mattina, durata più di un’ora il premier ha sostanzialmente cercato di farlo ragionare, ma Erdogan non ne ha voluto sapere. Il premier riferisce che c’è stata “tensione nella telefonata a Erdogan”.

Nella nota di Palazzo Chigi è sottolineato inoltre che “il Presidente del Consiglio ha rappresentato questa unitaria posizione del governo, delle forze politiche con cui ieri si è confrontato durante il suo passaggio alle Camere e dell’opinione pubblica italiana”.

Ultime news Siria, Erdogan butta lettera di Trump

Ultime news Siria, Erdogan getta lettera di Trump: A riprova del fatto che Erdogan non ascolta più nessuno, nè Conte e nè altri che gli chiedono la ritirata come Germania e Francia, ecco che Trump gli invia una lettera ufficiale. Peccato che l’abbia buttata.

Ansa riporta che “La lettera del 9 ottobre scorso con cui Donald Trump chiese a Recep Tayyip Erdogan di evitare un attacco ai curdi in Siria poco prima che venisse lanciata l’offensiva è stata “gettata nella spazzatura” dal presidente turco. Lo riferiscono fonti governative di Ankara, citate da media locali.”

Siria, Conte “serve decisione Ue risoluta e ferma”

Siria, Conte “serve decisione Ue risoluta e ferma”. Se la Turchia finora rappresentava il versante orientale dell’Europa sui Paesi in guerra oggi esso stesso è il Paese scatenante della guerra. “La decisione turca ripropone l’esigenza di una decisione comune, ferma e risoluta da parte dell’Unione Europea“, così Giuseppe Conte al Senato sul Consiglio europeo.

“La preoccupazione di sicurezza turche al confine con la Siria devono essere perseguiti con strumenti diplomatici, mai con l’opzione militare e nel rispetto del diritto internazionale.” Parole d’indole pacifica e risolutiva, Conte non vuole schierare l’Europa contro Erdogan, bensì chiede diplomazia.

Siria, Conte: “Alla Turchia – continua Conte – diversi stati membri continuano a guardare anche dopo le dichiarazioni sui rifugiati, che ho già definito inaccettabili.” Il premier si riferisce al fatto che Erdogan vuole mandarci i rifugiati in fuga dalle zone di guerra per averli difesi, anche se solo a parole.

Siria, Conte: “Dobbiamo continuare a lavorare perché l’UE lavori sui rimpatri con gli accordi di riammissione in Paesi di origine sicura, evitando il pull factor, che viene usato da alcuni Paesi per rifiutare ogni accordo.” Infine, il premier Conte sulla Siria decide di affondare sul tema dei rimpatri. L’Ue ci aveva fatto delle promesse in proposito, che ad ora non sono state mantenute.

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