Riapertura dal 4 maggio, non un giorno prima, il premier Conte frena il pressing delle aziende del Nord con allentamento graduale delle misure. La fase 2 Coronavirus non inizierà la prossima settimana come vorrebbe Luca Zaia, ma neanche tra un mese come auspica Vincenzo De Luca. Le faide tra regioni del Nord e del Sud sono risolte dalla diplomazia del premier che impone una ripresa collettiva alle attività produttive. In attesa della riapertura dal 4 maggio 2020 continuano le riunioni con la Task Force di Vittorio Colao per l’allentamento del Lockdown in Italia.

premier conte riapertura dal 4 maggio 2020

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2. Il premier Giuseppe Conte ha dichiarato in una intervista al Giornale che lui è “sempre per un governo politico che ci mette la faccia” mentre “i governi di unità nazionale” sono “molto improbabili”. Il presidente del Consiglio poi ribadisce che nella Fase 2 Coronavirus bisognerà “convivere con il virus” per permettere la riapertura delle aziende.

“Stiamo lavorando  – dice Conte – su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale”.

Riapertura parziale dal 4 maggio frena pressing aziende del Nord

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2. La riapertura parziale di uffici e aziende inizia dal 4 maggio con una forte dose di smart working con orari scaglionati e autobus a ingresso limitato. Questo allentamento servirà a frenare il pressing delle aziende del Nord che non vedono l’ora di riaprire e allentare le misure di contenimento del “lockdown”. Tuttavia, sembra di capire che bisognerà continuare a tenere il distanziamento sociale consigliato di almeno un metro e bisognerà continuare a indossare dispositivi di protezione.

Il capo della Task Force Coronavirus per la Fase 2 Vittorio Colao e Giuseppe Conte continuano incessantemente a lavorare a un piano nazionale per la ripartenza. Una cosa resta certa: Non ci saranno riaperture la prossima settimana.

Riapertura dal 4 maggio 2020 Conte frena aziende del Nord

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2. La riapertura dal 4 maggio 2020 è certezza oramai, ma Conte si impone con le aziende del Nord che vorrebbero riaprire anche prima. L’affronto non viene recepito bene neanche dai governatori del Sud, come Vincenzo De Luca che in caso di una riapertura del lockdown precoce è disposto alla chiusura dei confini. Il Nord non sta facendo abbastanza per tutelare la salute dei propri cittadini nè dei cittadini italiani in generale? Questo il principale timore dei governatori al Sud, per cui il premier Conte da buon diplomatico impone una ripartenza di massa.

Ci sarà quindi “un piano nazionale” con “linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte spiegando che proseguirà il confronto con le parti sociali.

Riaperture delle aziende, sicurezza sul lavoro

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2. “Sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio”, scrive il premier su Facebook.

Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working”, spiega il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2. Il premier rassicura che la “ripresa di buona parte delle attività produttive” sarà fatta “in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere”. A rassicurare c’è anche l’approvazione dei “rappresentanti dei governi locali” che “hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni” per riavviare la produzione. “Un piano così strutturato – conclude il premier – dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto”.

Confindustria, 1 impresa su 2 rischia di chiudere

Riapertura dal 4 maggio 2020, la fase 2. Questa è la verità, il pressing sulla ripartenza delle aziende c’è e non è immotivata. Secondo Confindustria il 43,7% delle imprese è in gravi difficoltà finanziarie. Un sondaggio conferma che gli imprenditori si sentono disarmati e costretti a ricorrere alla Cassa Integrazione Coronavirus, che però non arriva. Se il lockdown andrebbe avanti ancora di un altro mese per la metà delle attività italiane sarebbe conveniente chiudere i battenti. Questo creerebbe così tanta disoccupazione che quasi nessuno in Italia riuscirà poi a riprendersi sul serio, inoltrandosi in uno stato di povertà assoluta.

Il male minore per noi italiani adesso sembra dover riaprire subito, ma allo stesso tempo sappiamo che è ancora troppo pericoloso. Ecco perché esortiamo tutti a rispettare le norme di sicurezza, per tutelarci e tutelare chi ci sta intorno e sconfiggere questo maledetto nuovo Coronavirus.

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