Virus killer uccide un infetto su tre in Toscana

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Virus Killer uccide in Toscana: Emergenza batterio New Delhi

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Batterio New Delhi, si tratta di un Virus Killer in Toscana: L’emergenza cresce e anche il numero di persone contagiate. La percentuale di morte è al 37% secondo le ultime notizie del giorno, quindi in lieve miglioramento rispetto al 40% registrato qualche settimana fa. E’ un’emergenza sanitaria che deve essere tratta con cautela secondo le direttive del Ministero della Salute, per evitare che si diffonda.

Batterio New Delhi letale in Toscana

Il tasso di mortalità si è abbassato, è passato dal 40% al 37% ma non è troppo rassicurante, non quanto basta per vivere sereni tra le colline toscane. Sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità si legge “Percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici.”

Virus killer, 38 decessi pazienti con sepsi

Il numero dei decessi si alza ogni giorno e oggi si contano 38 morti con sepsi. Ben 102 pazienti infetti dal super batterio New Delhi ancora in vita. Tutti ricoverati in ospedali toscani, ad ogni modo la settimana scorsa erano solo 90 pazienti, ora nonostante i decessi le infezioni son salite di 12 casi. Questi dati sono il risultato del monitoraggio settimanale effettuato dall’ARS, Agenzia regionale di sanità.

La cosa carina sta nelle finte rassicurazioni di Stefania Saccardi, assessore alla Sanità, che forse non vuole far entrare le persone nel panico ma sicuramente non sta dando un’idea reale dei fatti. Si sa che in Italia non funziona niente, ancor di più quando si tratta di cose importanti, perché dovremmo credere che “I comuni cittadini non corrono nessun rischio nel nostro territorio. La Regione sta facendo un’azione di contrasto efficace al fenomeno dei contagi da batterio New Delhi e l’epidemia si è rapidamente stabilizzata nell’area nord-ovest della regione.”

Come proteggersi dal contagio

Il virus killer spaventa ed è fin troppo semplice esserne contagiati, nonostante le persone passano sempre meno tempo in luoghi pubblici. Tuttavia su infiermeristicamente abbiamo trovato cosa bisogna fare quotidianamente per potersi assicurare di non essere contagiati. La parola d’ordine è IGIENE.

La profilassi da seguire è quella igienica, dal lavarsi le mani all’uso di presidi e strumenti monouso, fino all’isolamento del paziente, e deve riguardare non solo gli operatori ma i ricoverati stessi e i parenti che si recano in ospedale a far loro visita. L’uso corretto degli antibiotici è soprattutto l’attenzione da adottare, causa dell’aumento dei batteri resistenti. C’è da dire anche che non tutti i soggetti che entrano in contatto con batteri resistenti diventano portatori e solo una bassa percentuale dei portatori potrà contrarre un’infezione.

A tal proposito vogliamo passarvi il parere di una signora che dopo aver letto queste parole ha giustamente voluto raccontare la sua esperienza in Toscana, dove vive, cresce sua figlia e lavora.

Il parere di un’italiana sul batterio New Delhi

Interessante il parere di questa donna che, dopo aver letto l’ennesimo articolo riguardo il virus letale che si sta diffondendo in Toscana, ha deciso di raccontare la sua esperienza sul territorio. Importante:

Questa notizia desta tanta preoccupazione per me che lavoro nel pubblico anche a fare le pulizie in posti dove passano 500-600 persone al giorno e se sono una portatrice sana potrei trasmetterlo in famiglia. Il 18 luglio mia figlia ha cominciato ad avere febbre e altri sintomi e per scoprire cosa avesse all’ospedale di Arezzo portata 1 volta e non le hanno fatto manco un’emocromo, poi l’ho portata al Centro Chirurgico Toscano e l’hanno rimandata a casa dicendo che era influenza poi la sua dottoressa dopo 12 giorni le ha fatte la base di ricovero e mi ha detto di incazzarmi per far approfondire le indagini e cosi si è scoperto che era Mononucleosi.

Questo lascia pensare come siano lenti e superficiali e in 12 giorni se aveva contratto quel Batterio sarebbe già morta perché i sintomi più o meno sono simili, quindi non mi fido affatto che stanno prendendo severe misure per isolare il batterio perché dovrebbero esaminare a fondo tutti quelli che arrivano in ospedale o tramite i medici i pazienti che presentano sintomatologie sospette.

Commento di Regina Femiano su infermieristicamente.it

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