Cannabis Terapeutica 20 segnalazioni preoccupanti all’Iss

cannabis terapeutica medica legale

La cannabis terapeutica o cannabis medica è utilizzata da pazienti che necessitano dei suoi effetti positivi sull’organismo. Si tratta un prodotto legale a tutti gli effetti, ma sono state 20 le segnalazioni negli ultimi sei mesi ad aver destato particolari preoccupazioni. E’ quanto si apprende dal report di segnalazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e anche secondo le ultime news del giorno.

Cannabis Medica: segnalazioni in Italia

Come scrive anche il Messaggero, “dal primo gennaio al 30 giugno 2019 sono pervenute al sistema di fitosorveglianza 20 segnalazioni, di cui 8 provenienti dalla Toscana e 7 dalla Liguria.”

Le segnalazioni sospette sono associate all’uso medico della cannabis e riguardano persone tra i 31 e gli 89 anni con età media 60 anni. Le donne in particolar modo rappresentano la maggioranza, infatti solo il 30% dei casi riguarda uomini. Il motivo principale per cui facevano uso di questa sostanza è il dolore cronico.

Cannabis e farmaci non vanno d’accordo

Il 65% dei pazienti oltre ad utilizzare la cannabis terapeutica usava in concomitanza dei farmaci. “Per una sola reazione è stata necessaria l’ospedalizzazione” eppure in ben 15 segnalazione il nesso di casualità degli effetti collaterali è risultato probabile.

Bisogna sempre rivolgersi al proprio medico prima di attuare mix di sostanze perché solo una persona preparata può comprendere di cosa abbiamo bisogno e in quale misura.

Quando si prescrive la cannabis terapeutica?

La cannabis ad uso medico, o cannabis terapeutica, è prescritta in Italia solo per malattie che possono essere trattate efficacemente con questa sostanza dopo che le terapie tradizionali non hanno avuto effetto, proprio come ricorda il Ministero della Salute.

“Riguarda l’impiego nel dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari nella sindrome di Gilles de la Tourette. Le prescrizioni si effettuano quando le terapie convenzionali o standard sono inefficaci.”

Ministero della Salute

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