Tecnologia immersiva e gaming: così si evolve il gioco online

Oggi in TV

Giocare ai videogiochi significa immedesimarsi nei personaggi virtuali che agiscono dietro allo schermo. Il controllo a distanza fa sentire i gamer padroni delle proprie azioni e di un destino, per quanto digitali. Anche per questo motivo la tecnologia è avanzata in modo tale da rendere l’esperienza del gaming sempre più immersiva. I risultati ottenuti in tal senso tra metaverso e virtual reality sono indubbiamente notevoli.

florian olivo Mf23RF8xArY unsplash

Tecnologia immersiva e videogame: un connubio vincente

A partire dalla seconda metà del XX secolo la rivoluzione tecnologica ha stravolto l’interazione tra il mondo reale e quello digitale, modificando persino l’approccio mentale delle persone verso l’introduzione di nuovi dispositivi. Si pensi agli smartphone, oggi praticamente indispensabili per mantenere minimi standard sociali e lavorativi, ma inesistenti e quasi impensabili fino a 20 anni fa. I ricercatori, tuttavia, aspirano da tempo all’apice dell’esperienza virtuale, che possa considerarsi anche immersiva. Un’esperienza in grado di riprodurre la realtà emulandola, creando come una mediazione verso un altro tipo di ambiente, invece fittizio. Anche i videogiochi hanno iniziato a sposare la causa di questa filosofia. Ne sono un chiaro esempio titoli come “Fornite” e “Roblox”, in cui si è chiamati a costruire i propri habitat. Interagire con il digitale non è il punto massimo: è possibile entrare a far parte del virtuale. I confini con il contesto reale vengono così assottigliati sempre di più.

Le origini della tecnologia immersiva

Invero, la tecnologia immersiva risulta essere una novità solo per quanto concerne il gaming. In determinati settori di ricerca viene studiata già da 40 anni. Il primo visore per la realtà virtuale fu costruito dalla NASA in modo da addestrare al meglio astronauti e piloti. Anche la medicina ha iniziato ben presto ad approfittarne. È quasi impressionante sapere che oggi mezzi tanto simili vengano adoperati invece per l’intrattenimento. La necessità di muoversi all’interno di un mondo specifico che concedesse ai giocatori più libertà possibile era sorta già ai tempi degli RPG, un genere finito alla ribalta negli anni ‘90. Il tutto grazie a serie videoludiche di improvviso successo come quella dedicata ai Pokémon. Ormai poter comunicare in tempo reale con gli altri giocatori è un requisito minimo per un’attrazione virtuale e un esempio è dato dai casinò online. Buona parte dei gamer, comunque, preferisce oggi giochi del genere Open world.

La situazione nel terzo millennio

Le connessioni alla rete diventano sempre più potenti, i videogiochi sempre più sofisticati. Ci sono voluti quasi 3 decenni, ma il sogno degli sviluppatori di software è diventato di fatto realtà. Ormai è possibile accedere liberamente a universi digitali estraniandosi momentaneamente dalla realtà vera e propria, guidando ad esempio un proprio sembiante. Quest’ultimo agisce nel gioco sulla base dei movimenti compiuti dal vivo. L’impiego di valute digitali rende l’esperienza ancora più realistica. Al giorno d’oggi persino i concerti musicali possono tenersi nel metaverso. Sempre più settori commerciali impareranno ad utilizzare a proprio vantaggio le moderne tecnologie immersive. Diventare in prima persona i protagonisti di un videogioco è una fantasia che i gamer inseguono dall’alba dei tempi. A loro spetta indubbiamente il merito di aver spinto i programmatori a premere sull’acceleratore.

Quale futuro per il gaming?

È ancora presto per capire con precisione quale sarà il prossimo passaggio dell’evoluzione della tecnologia immersiva e del gaming. Se le limitazioni della connettività sono state ampiamente superate, adesso bisogna provare a rompere quelle barriere che dividono i giocatori in carne ed ossa dal digitale. Sembra quasi un’utopia, ma alla fine basta un videogioco per creare una versione digitale di se stessi e iniziare a curare una specie di identità parallela, senza i rischi della vita vera. Andare oltre, sinceramente, sembra davvero impossibile.

Fai una donazione