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Renzi scissione PD: nasce “L’Italia del Sì” già al Governo

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Matteo Renzi già da tempo non sopportava più il PD in queste condizioni. Non c’è unità, non si sta su un fronte comune, e non c’è visione sul futuro: Parti essenziali di un PD che funziona. Già lo scorso dicembre 2018 aveva manifestato la sua voglia di indipendenza e di scindere il PD in contrasto al governo con Minniti, e quest’anno, con l’Italia del Sì sarà finalmente realtà. Renzi, scissione PD “un bene per tutti”. Ecco le ultime notizie sul caso del giorno.

Matteo Renzi: scissione PD “un bene per tutti”

Renzi ha annunciato la scissione Pd, convintissimo che si tratti di un bene per tutti in quanto “i nuovi gruppi parlamentari autonomi che verranno creati allargheranno la base del consenso parlamentare al governo Conte bis“. I dem sono così tanti da potersi scindere quanto vogliono, restano sempre a maggioranza. “I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana” conferma, e i parlamentari che lo seguiranno “saranno trenta, più o meno. Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi.”

“Ho deciso di lasciare il Pd dopo sette anni di fuoco amico e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. – E aggiunge – La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa.

In riferimento al PD Renzi afferma – E’ diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro, e che vuole passare i prossimi mesi a combattere Salvini, non a difendersi dal fuoco amico. Alla Leopolda sarà presentato il simbolo: il primo impegno elettorale le Politiche, “sperando che siano nel 2023.”

Matteo Renzi in un post su Facebook

“L’Italia del Sì” è al femminile

I membri del nuovo partito sono già al Governo. “Ma come? Ancora non è nato, a malapena sappiamo come si chiama e già pronuncia decreti?” Eh già, perché siamo in Italia e funziona così. Della scissione al governo sono protagoniste due ministre e due sottosegretari, con maggioranza al femminile. Si tratta di Teresa Bellanova, ministro all’Agricoltura, Elena Bonetti, ministra per le pari opportunità e la Famiglia e dei due sottosegretari Anna Ascani e Ivan Scalfarotto.

Zingaretti la scissione è “un errore”

Zingaretti non riusciva a controllare i democratici di filone renziano e si lamentava per questo, ma ora con la scissione PD non avrà più problemi. Ecco perchè nel dire “Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti” cogliamo quella nota di insormontabile felicità che solo chi legge tra le righe può intravedere. “Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo PD” sembra essere il suo cavallo di battaglia, Renzi probabilmente gli ha appena fatto un favore.

A nulla son serviti i richiami all’unità, nè da parte di Zingaretti, nè da parte di altri esponenti politici come Dario Franceschini, Enrico Letta e Luigi Zenda. Probabilmente è proprio così che doveva andare. Renzi infine, ha rassicurato tutti dicendo che tra lui e Zingaretti le cose vanno bene e non si sono create rivalità, a conferma del fatto che questa scissione va bene a tutti quelli del PD.

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