La sigaretta elettronica fa male. Oggi sono 5 morti negli USA. Malesseri in aumento, tanti casi sospetti per malattie ai polmoni.

sigaretta elettronica fa male

La sigaretta elettronica fa male: Anche chiamata e-cig o e-cigarette il suo scopo è sempre stato quello di rimpiazzare le sigarette tradizionali di tabacco combusto, offrendo le stesse sensazioni ma dando la possibilità di preservare il proprio stato di salute. Le 5 persone morte negli Stati Uniti però non la penserebbero allo stesso modo. Causa del decesso: sigarette elettroniche.

Persino su amazon, si trovano sigarette elettroniche a poco prezzo, eppure si stanno rivelando uno strumento di malessere e morte non indifferente. I casi di malattie polmonari, crisi respiratorie e persino decessi, sono in aumento.

Un punto importante su cui si stanno focalizzando le indagini del CDC (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) sono i liquidi della sigaretta elettronica, che secondo gli studiosi potrebbero essere stati compromessi.

In pratica un e-cig funziona così:

“Funzionano scaldando un liquido, di solito contenuto in una piccola ampolla, fino a trasformarlo in vapore che può poi essere inalato. Il processo evita che si verifichi la combustione delle sostanze, come avviene invece con il tabacco nelle sigarette normali, riducendo quindi la quantità di sostanze cancerogene inalate. In linea di massima il fumo di sigaretta elettronica è ritenuto meno pericoloso per la salute, ma comporta comunque rischi ed effetti nocivi ancora da comprendere.”

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Di qui l’esigenza di comprendere meglio la composizione dei liquidi vaporizzati e inalati.

Sul New England Journal of Medicine è stato pubblicato uno studio che si è occupato di 53 casi di malattie polmonari riconducibili alle sigarette elettroniche segnalati in Illinois e Wisconsin. Il primo caso fu segnalato lo scorso aprile, quindi diversi mesi prima che si attivassero le autorità sanitarie per valutare la situazione. Lo studio spiega che la maggior parte dei pazienti erano giovani maschi con un’età media di 19 anni, a conferma del grande successo delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti e i ventenni. Il 98 per cento di loro fu ricoverato, e metà dei ricoveri proseguì con una collocazione in terapia intensiva, rendendo necessario in un caso su tre il ricorso alla respirazione assistita. L’84 per cento dei ricoverati aveva fumato prodotti contenenti THC, il principio attivo più importante della cannabis.

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A voi le ultime considerazioni.

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