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Malati di serie A e B, la disparità sanitaria è sempre più marcata in Italia, parla Gaudioso di Cittadinanzattiva

Malati di serie A e B

Malati di Serie A e B si profilano in tutta Italia. Una politica del taglio al personale e ai fondi sanitari non poteva che provocare un divario sempre più netto nella popolazione.

Alla domanda “Ma la salute, oggi, è uguale per tutti? O si va sempre più allargando la forbice fra malati di serie A e malati di serie B?” Gaudioso risponde in un’intervista a Formiche.

“Purtroppo, e non è una mia considerazione, ma ci sono chiare evidenze, l’Italia è ormai divisa in tante parti. E l’elemento che mi – e ci – preoccupa di più è proprio lo scollamento fra i diritti sanciti sulla carta e quelli realmente tutelati. Ci troviamo in un contesto in cui per effettuare una mammografia devi attendere 20 giorni in alcune zone del Paese e 200 giorni in altre, per cui chi si trova in zone arretrate è costretto a pagare di tasca propria una prevenzione o una cura che invece dovrebbe garantirgli il SSN. Tra l’altro, qualora il paziente non abbia le disponibilità per farlo, e parliamo, ad esempio, di uno screening oncologico, le conseguenze si dipanano in ogni direzione, dalla salute del paziente in primis, che rischia di morire di una malattia che probabilmente avrebbe potuto curare, se diagnosticata per tempo, fino all’economia pubblica, che dovrà poi accollarsi i costi per le terapie di un malato che si sarebbero potuti risparmiare.”

Antonio Gaudioso – Cittadinanzattiva

I politici italiani sono capaci solo di provocare disparità all’interno del Paese, ma che ca**o ci stanno a fare al governo? Dovrebbero imparare come si vive tra la gente comune prima di impartire ordini ai vertici.

Nessuna vita vale più di un’altra, ma a quanto pare sono i soldi che fanno la differenza tra la vita e la morte! Se si possono pagare le visite private allora si può vivere a lungo, altrimenti si finisce con il cu*o per terra e bisogna solo pregare, com’è successo alla signora che deve aspettare il 2020 per una visita oncologica. Ma stiamo scherzando!

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