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Coronavirus in Veneto, dopo i primi passi verso la normalità e nuovi contagi prossimi allo zero, esplode un focolaio da un manager untore. Lo chiamano “il manager” i giornalisti per non divulgare il suo nome, di lui sappiamo che è stato irresponsabile e ora lotta in terapia intensiva. Con chiari sintomi da Covid-19 e di ritorno dalla Serbia (si diceva un viaggio di lavoro) partecipò ad una festa di compleanno e andò a lavoro. Il figlio riconosce gli errori del padre “è giusto il Tso per i positivi che rifiutano le cure”, il fratello del manager invece tinge la questione di giallo. Ecco le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto.

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Coronavirus in Veneto, manager in Serbia per viaggio privato

Coronavirus in Veneto – L’uomo manager del Veneto è stato contagiato in Serbia, durante il viaggio che tutti hanno sempre detto essere stato fatto per motivi di lavoro. In realtà, dalle ultime notizie sul nuovo focolaio in Veneto riportate su Libero è chiaro che non è stato affatto così, ecco le parole del fratello del manager-untore:

Al citofono della sua villa nel Vicentino, smentisce il viaggio di lavoro in Serbia. “Il viaggio d’affari di cui ho letto sulla stampa non esiste, non ha niente a che vedere con gli impegni dell’azienda”. E ancora, parla di “una trasferta privata di cui non ero al corrente e della quale non so niente né posso dire niente”. Una testimonianza che tinge il caso di giallo.

Libero Quotidiano

Coronavirus in Veneto – Dunque, l’uomo sarebbe stato in Serbia per motivi personali, a ingrassare i dubbi che sotto ci sia qualcosa di strano ecco la parola innocente del figlio dal Corriere della Sera:

“Al suo comportamento non trovo alcuna giustificazione logica“. E dunque ipotizza “una leggerezza o una sottovalutazione del pericolo al quale stava andando incontro. E pensare che papà all’inizio era molto attento a ogni forma di prevenzione… Ad ogni modo ha sbagliato, e questo non si discute”.

Corriere della Sera

Se le due persone che più lo conoscono non si riescono a spiegare perché “l’uomo non ha rinunciato a una affollata festa di compleanno mentre stava male, con sintomi e 38 di febbre”; ed ancora “ha continuato anche a lavorare, incontrare persone, fino a quando il ricovero non poteva più essere evitato”; se non se lo spiegano loro allora qualche dubbio che ci sia sotto qualcosa di più ci viene.

Coronavirus in VenetoPerché un uomo che rispetta con rigore le norme di prevenzione del contagio, decide improvvisamente di fare un viaggio privato in Serbia; poi torna e nonostante i sintomi chiari del Covid-19, rifiuta di curarsi e va a lavoro e ad una festa di compleanno infettando tutti i presenti? Perché?

Non ha senso per quanto ne sappiamo, quindi ci chiediamo: è stata una forma di attentato alla salute degli italiani? E se è così: ce lo diranno?

Zaia infuriato e Speranza valuta Tso per positivi Covid che rifiutano le cure

Coronavirus in Veneto – Luca Zaia, il governatore del Veneto si è davvero infuriato per la questione del “manager untore di ritorno dalla Serbia”. Sono diversi giorni che i giornali parlano delle sue sfuriate nei confronti dell’uomo che non è stato responsabile della propria salute diffondendo il virus. Minaccia il carcere e poi il Trattamento Sanitario Obbligatorio per tutti coloro che si dimostreranno irresponsabili e causeranno focolai di Coronavirus in Veneto. Le intenzioni di Zaia sono chiaramente a favore dei cittadini, anche se questi s’indignano a sentire “carcere” e “Tso con ricovero coatto” parlando di rifiuto delle cure per Covid-19.

Coronavirus in Veneto – Il figlio del manager-untore ricoverato in terapia intensiva, è al fianco di Zaia:

Ha ragione Luca Zaia, il governatore. Ha ragione quando dice che serve il Tso per chi è positivo e rifiuta il ricovero. Curarsi è un dovere nei confronti della comunità, non si può rischiare di contagiare altre persone.

figlio del manager-untore

Coronavirus in Veneto – Roberto Speranza, il ministro per la Salute del Governo Conte, ha onestamente espresso la sua valutazione seria del Tso per i casi in cui i positivi al Covid rifiutino di curarsi o di stare in quarantena.

“Sto valutando con il mio ufficio legale l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa.”

Roberto Speranza a Repubblica

Coronavirus in Veneto – Il TSO desterà pure qualche polemica dei cittadini, ma in un momento così delicato per il nostro Paese non possiamo certo rifiutarci di collaborare con chi vuol far funzionare le cose. Se si arriva a ipotizzare il Tso o il carcere vuol dire che la gente è irresponsabile, molesta e bisogna governarla per tutelare tutti i cittadini, partendo dai malati.

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