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Sondaggi elettorali Pd e M5s in calo, in ripresa il centrodestra

sondaggi elettorali m5s pd

Ieri è stata annunciata la scissione del PD, che vede Zingaretti da una parte e Renzi dall’altra, ma non è ancora avvenuta, quindi i sondaggi politico elettorali non ne tengono conto. Ciò che è evidente dai dati forniti da Swg che effettua rilevazioni per conto di La7 è che gli italiani sono critici verso le modalità con cui si è formato il nuovo governo m5s – pd e da questo il centrodestra sta guadagnando sempre più elettori. Le ultime notizie sui sondaggi elettorali m5s-pd del giorno 18 settembre 2019.

Sondaggi elettorali ultimo minuto

La Lega è in testa con il maggior numero di consensi, si conferma primo partito italiano, seppure non sia al governo. La situazione politica che viviamo si può definire bene con un concetto già noto a molti: La differenza tra un leader e un capo. Attualmente il nostro capo è Giuseppe Conte, ma per motivi che ci rendono più favorevoli il nostro leader è sicuramente Matteo Salvini, i numeri parlano chiaro.

Lega di Salvini primo partito, Fi in ripresa

Delle persone che oggi voterebbero con decisione il 34% sceglierebbe la Lega di Salvini. Rispetto ad una settimana fa i consensi aumentano dello 0,6%. Lo stesso 0,6% che questa settimana manca a qualcun altro… non certo a Forza Italia che passa da 5,2% a 5,9% e si avvicina al partito di Giorgia Meloni che gli va incontro, scende dal 7,2% ad un 7% puro e ottimale. Per avere un quadro completo del centrodestra aggiungiamo anche i voti di Cambiamo di Toti che sono il 2%, in leggero calo di 0,3%, e arriviamo a sommarli. Il centrodestra ha un consenso popolare del 48,9%.

Sondaggi elettorali m5s e pd in calo

Consenso che và, consenso che viene… E così, finisce che il PD passa da un convinto 22,1% a un indeciso 21,5%. Ecco da dove arriva lo 0,6% della Lega, un passaggio un po’ estremo ma comprensibile. Una domanda più che lecita è: Cosa succede adesso che Renzi mette in atto la scissione? Ieri lui ha rilasciato delle dichiarazioni che fanno ben intendere la sua previsione.

Il movimento 5 stelle invece, si conferma un gradino più in basso del Partito Democratico, sempre un passo più indietro di ieri, ecco che il m5s “passa dal 21% di sette giorni fa al 20,5%“. Ai grillini poco importa del consenso ultimamente, visto che siedono comodamente sulla maggior parte delle poltrone a Roma. A quanto pare, era solo tempo prima che si affezionassero anche loro alla “vita di Palazzo”. Chi credeva nel cambiamento con il partito dei giovani oggi si è dovuto ricredere amaramente.

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