Il trionfo di Conte ci costa caro a quanto si evince da recenti stime, per via di clausole che l’UE ha studiato ad hoc per riprendersi ogni moneta. Dopo un braccio di ferro a tavolino con Rutte, capitano dei “paesi frugali”, Giuseppe Conte parla di vittoria per gli italiani, ma è davvero così? Giuseppe Conte è in modalità “passerella” per i fan, ma gli economisti scalpitano, ed anche il PD di Zingaretti non è felice del Recovery Fund. Eppure non ne avremmo nemmeno avuto bisogno, se solo quel fardello di debito pubblico fosse stato solo un lontano ricordo per l’Italia. L’amara verità che non ti dicono, nelle prossime righe.

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Recovery Fund, Conte festeggia ma all’Italia solo 25 miliardi

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Come spiega in dettaglio quest’articolo de Il Tempo all’Italia infine toccheranno solo 25 miliardi puliti, e dovranno anche essere anticipati. Tuttavia, sappiamo che Giuseppe Conte si sta vantando molto dei risultati ottenuti dal Consiglio Europeo durato per ben 3 giorni estenuanti di riunioni in veranda e aperitivi leggeri.

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Ma la felicità delle “bimbe di Conte” (questa sì che è gioventù bruciata) non basta a colmare la valanga di polemiche che ancora lo raggiungono, persino da Nicola Zingaretti.

Bene il Recovery Fund, ma il PD vuole il MES

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – La maggioranza del governo Conte bis (il primo governo Conte è stato con la Lega e il Movimento 5 Stelle) è nuovamente spaccata. La questione resta il MES (Fondo Salva Stati), che da subito era stata tirata in ballo da Forza Italia come soluzione all’emergenza economica italiana. Ma se provi a chiedere a Giuseppi del MES lui ti risponde così:

Abbiamo un discorso di fabbisogno di necessità, valuteremo insieme la situazione, ma non mi chiedete ogni giorno il MESBasta con questa attenzione morbosa. Abbiamo il Recovery Fund.

Giuseppe Conte

Vabbè, avremo pure il Recovery Fund, ma non ci facciamo granché con 25 miliardi tra un anno o più. Considerando che ogni anno spendiamo circa 76 miliardi solo per l’istruzione, sai cosa ci fai con 25 miliardi, oppure con 209 mld (se proprio la vogliamo vedere benissimo).

Conte ha scartato il MES per via delle clausole e poi si è ficcato in questo bel pasticcio chiamato Recovery Fund, che è solo un altro modo per l’UE di comunicarci che siamo diventati da ricovero a chiedergli du’ spicci. Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Partito Democratico, rinnova la sua passione per il MES anche dopo i risultati ottenuti dal Premier Conte:

Continuo a pensare che per l’Italia l’utilizzo del MES sia positivo e utile. Il Governo dovrà presto assumere una decisione e la nostra posizione è chiara.

Nicola Zingaretti

Prima il MES era cosa buona, ora che ci siamo fatti mettere a quel posto il Recovery Fund alla Mery Poppins (con un po’ di zucchero), scegliere di attuare anche il Fondo Salva Stati è simile a un suicidio di massa sottoscritto. Ma il PD deve recuperare voti e dice cose a caso pur di accaparrarseli in questo periodo di campagna elettorale per le regionali 2020.

Clausole dell’accordo sul Recovery Fund

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Dopo aver letto le seguenti clausole sottoscritte da Giuseppe Conte dopo aver preso l’accordo sul Recovery Fund, vi renderete presto conto, come noi, che non vedremo arrivare nemmeno 25 miliardi in Italia. Il perché in poche righe:

  • Non siamo in grado di presentare un piano nazionale per riformare e rendere più efficienti giustizia e classe dirigente.
  • Non siamo in grado di tenere in piedi due ponti, figuriamoci se riusciamo a potenziare le infrastrutture.
  • Stiamo antipatici ai Paesi Frugali e alla Troika.

Insomma non vedremo una lira, cioè un euro. E adesso vi spieghiamo in dettaglio il motivo di tanto pessimismo/realismo. Qui potete leggere il testo ufficiale in inglese: Recovery Fund, le conclusioni del vertice Ue: il pdf (in inglese)

L’Italia dovrà essere in regola con le riforme richieste

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Punto A12 dell’accordo firmato da Giuseppe Conte prevede che in ottobre, la Commissione dei leader Europei indicherà esattamente come investire le risorse nel potenziamento delle infrastrutture in tempi brevi. Sono consigli, ma l’Italia è il principale beneficiario delle risorse europee Recovery quindi si presume che abbia accordato anche di non rifiutarsi. “Ignorare le «proposte» di Bruxelles naturalmente sarebbe a rischio e pericolo del governo italiano, perché è poi sempre la Commissione che decide se effettuare gli esborsi del Recovery Plan o congelarli perché un Paese non è in regola con le riforme richieste“, scrive il Corriere della Sera.

L’Italia deve presentare un piano nazionale per un’amministrazione e una giustizia più efficienti

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – L’Italia dovrà presentare un piano nazionale alla Commissione UE che sia in linea con le raccomandazioni che la Commissione ha già rivolto a ciascun governo. All’Italia è stata chiesta un’amministrazione e una giustizia civile più efficienti. Il piano nazionale va al voto dei Paesi membri dell’Unione ma senza diritto di veto, per approvarlo servono 15 paesi e il 65% della popolazione europea a favore. La Germania, che è la nazione più popolosa e con più alleati, assume una posizione strategica e dominante, capace di influire senza fatica sul verdetto delle votazioni.

Il pensiero di un singolo Paese UE rallenta l’arrivo dei fondi di 3 mesi

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Una volta che un Paese abbia preso tutte le misure necessarie (progetto dettagliato e credibile, riforme avviate, etc) si attende l’approvazione della Commissione UE agli esborsi. Se anche un singolo Paese non è convinto di autorizzare l’esborso, perché PENSA che ci siano “gravi violazioni da parte del governo beneficiario, allora può chiedere che il versamento sia sospeso fino a quando ne abbia parlato il successivo Consiglio europeo. Cioè i capi di Stato e di governo, che decidono tutto all’unanimità. Questi ultimi discutono la questione «in modo esauriente» e possono metterci al massimo tre mesi. Ma la decisione finale sugli esborsi spetta alla Commissione Ue. Senza diritti di veto nazionali – scrive il Corriere – come li chiedeva l’Olanda per controllare meglio i meccanismi di spesa dell’Italia”.

La tassa Ue su plastica, digitale, anidride carbonica e transazioni finanziarie

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Ad ogni modo, per riprendersi svelta svelta tutti i soldi, mamma Europa ci imporrà delle tasse, tra cui fa più scalpore la tassa UE sulla Plastica, una seconda plastic tax per l’Italia. Che porta la tassazione da 0,45 centesimi a 1,25 centesimi per kilo. Un’altra nota di malcontento italiano assicurata.

Sarà introdotta la tassa sul digitale in Europa e sull’anidride carbonica invece funziona così, spiega il Corriere della Sera: “Sui prodotti importati da un Paese fuori dall’Unione europea che inquina di più per produrli si applicherebbe un dazio all’ingresso nell’Unione europea”. Farà certo increspare il naso a Xi Jin Ping.

La tassa UE sulle transazioni finanziarie infine si riferisce al settore nautico e areonautico. Prevede il pagamento, da parte di ogni azienda di questo settore, pari a un certo importo in base alla quantità di inquinamento emesso nell’atmosfera. Ma, aggiunge il Corriere, i diritti di inquinamento sono commerciabili come veri e propri voucher.

Recovery Fund, MES o azzeramento degli interessi del Debito Pubblico Italiano?

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – C’è chi al mondo non saprebbe mai che farsene di 2.447 miliardi di euro, più interessi. Il governo italiano invece non solo sa cosa farci, ma sa anche che è l’esatta cifra che in qualsiasi momento, ma oggi più di ieri o di domani, darebbe all’Italia la giusta spinta per diventare una grande nazione.

Ma perché vi parliamo improvvisamente di debito pubblico italiano? Perché come realizzerete tra un attimo, la vera soluzione a tutti i nostri problemi, come singoli individui e come Paese, è racchiusa proprio qui.

Crollo del PIL causa un aumento insostenibile del debito pubblico italiano nel 2020

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Grazie al Coronavirus (si fa per dire) l’Italia rischia di perdere entro l’anno oltre il 9% del PIL: un disastro soprattutto se pensiamo agli effetti che questo ha sul debito pubblico italiano 2020. Le stime fanno rabbrividire:

“Una caduta del PIL italiano stimata nel 2020 all’8% da parte del Governo, -9,1% per il Fondo Monetario Internazionale, potrebbe portare il rapporto debito/PIL attorno al 155,7% dal 134,8%, valore considerato da molti difficilmente sostenibile“, scrive a proposito The Italian Times.

Quanto paghiamo di interessi annui per tenerci il debito pubblico italiano?

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – Questo invece, è quello che abbiamo scoperto cercando di capire quanto paghiamo mediamente di interessi sul nostro debito e come questo influenzi l’andamento del debito stesso:

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“Per la cronaca, l’Italia oggi paga da 60 a 70 miliardi di euro all’anno di interessi sul debito pubblico. Fino ad oggi gli italiani hanno pagato 3 mila e 900 miliardi di euro circa di interessi dal 1980 ad oggi, il 219% del Prodotto Interno Lordo”, aggiungono incazzati quelli de I Nuovi Vespri.

A confermarlo anche i giornalisti di Linkiesta che hanno pure tirato le somme: “Gli interessi sul debito pubblico italiano restituiti ogni anno dallo Stato agli investitori nazionali e internazionali – spiegano – ci costano 65 miliardi di euro all’anno, 178 milioni al giorno. E nel 2020 aumenteranno a 76 miliardi, il 3,6% del Pil italiano.”

Congelamento dei tassi d’interesse del debito pubblico italiano

Recovery Fund, il trionfo di Giuseppe Conte ci costa troppo caro, Perché la verità è un’altra. – A questo punto forse avete intuito dove vogliamo arrivare.

Risparmiando 76 miliardi di tassi d’interesse annui per il debito pubblico italiano avremmo SUBITO tutte le risorse necessarie per un rilancio dell’economia SERIO, SENZA CLAUSOLE e SENZA il bisogno di negoziare PRESTITI dai frugali.

Se proprio all’Europa sta SCOMODO affidarci i loro miseri soldi, che sappiano tutti che POSSIAMO CAVARCELA DA SOLI. Dimenticate per un attimo la ninna nanna che “non ci sono i soldi”.

Basterebbe avere un premier con le palle che andasse dalla Merkel, o chi per lei, ad accordarsi per il congelamento di 3 anni di tassi d’interesse. E se la cancelliera e l’Unione Europea si dicono contrari, dovrebbe essere il premier a prenderseli da solo senza nemmeno chiedere più.

In tal caso, avremmo 228 miliardi di euro da investire nelle nostre aziende, nelle infrastrutture, nell’istruzione… Potremmo addirittura dare un premio meritato ai nostri medici e infermieri, che hanno dimostrato di avere conoscenza, competenza e cuore in questi mesi di emergenza. E potremmo pagarci tutti i sussidi che ci dice la testa, perché sono soldi degli italiani che DEVONO tornare agli italiani! Questa sarebbe democrazia.

Andatelo a spiegare alle Bimbe di Conte che scrivono “Grazie Presidente“, ma grazie per che cosa esattamente? Studiate! L’accordo del Recovery Fund è un’offesa e una presa per il culo per tutti gli italiani, accuratamente confezionata dai politici del governo Conte, dagli europeisti tutti, e dalla Commissione UE.

C’è molto altro da aggiungere ma, per il momento vi lasciamo con questo tiepido senso di ribrezzo, affinché coviate saggezza e lungimiranza per le prossime volte e non vi lasciate ingannare dalle belle parole.

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