Italia Viva e scissione PD, i parlamentari che seguono Renzi guadagnano migliaia di euro in più

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Italia Viva e PD post-scissione: Come stanno realmente le cose? Tutti quei parlamentari che migrano da sinistra a sinistra perché lo fanno in realtà? L’abbiamo scoperto: è sempre una questione di soldi. Renzi ha conquistato i loro interessi e così anche i loro consensi. Le ultime notizie politiche del giorno.

Scissione Pd: Matteo Renzi acquista popolarità

Matteo Renzi acquista popolarità nel vero senso della parola. I parlamentari come la Lorenzin, Bellanova e altri che passano dal Partito Democratico a Italia Viva guadagnano assai, perché risparmiano altrettanti soldi. Come lo descrivono le principali testate giornalistiche, si tratta di “una insospettabile (e sostanziosa) questione di soldi.” Dietro il movimento di esponenti Pd che stanno seguendo Matteo Renzi nell’avventura scissionista di Italia Viva oltre alla linea politica e di pensiero c’è anche l’incidenza del fattore economico.

Chi è passato con l’ex sottosegretario si è tenuto in tasca 2.500 euro al mese in più rispetto a quando era col PD. Come ricorda il Giornale infatti: “A parità di stipendio da deputato o senatore, infatti, variano i versamenti mensili che l’appartenenza al gruppo Pd imponeva e che invece il nuovo gruppo renziano non prevede”.

Italia Viva e PD: i costi da sostenere mensilmente

I Dem chiedono ai propri parlamentari una media ci circa 1.500€ all’anno come “contributo al Pd nazionale per i servizi resi”. A questi si aggiungono circa 1.000 euro al mese “da versare alla struttura regionale di competenza di ciascun eletto in quota “restituzione dei fondi spesi” dal Pd regionale per la campagna elettorale.”

E’ dunque un obbligo a tutti gli effetti, definito per contratto, che però spesso finisce per carte bollate e ricorsi. In effetti chi abbandona il partito di solito non restituisce mai quanto dovuto, come fece anche Pietro Grasso, che ha un “moroso rispetto al Pd di ben 83mila euro“.

In tutto, circa 3.000 euro da restituire su un totale di 10.000 euro lordi percepiti (più i rimborsi intorno ai 7.000 euro). Di contro, Renzi chiede ai suoi parlamentari molto meno: 500 euro al mese, più un versamento una tantum per la Leopolda di 1.000 euro.

LiberoQuotidiano

Italia Viva e PD: Una svolta per l’Italia

Italia Viva di Matteo Renzi dopo la scissione col PD si è davvero presa una bella fetta di popolarità. I parlamentari si sono fiondati a prendere posto nel partito nuovo, per gli sconti sulle spese mensili e anche perché è comunque sinistra, solo più economica.

Matteo Renzi è dalla parte del Governo, ma siamo sicuri che non stia già pensando di riprendere il suo posto da premier? Staremo a vedere.

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