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La fase 2, Conte riparte con la prima visita a Milano, Brescia e Bergamo in Lombardia dopo lo scoppio della pandemia il 18 febbraio 2020. “Grazie a tutti, tornerò presto” dice Conte prima di lasciare la prefettura di Brescia poco prima delle 3 di notte “incontro positivo” con il sindaco. La fase 2 coronavirus in Italia è la fase della ripartenza graduale concessa dal governo Conte, che ammette “una ricaduta sarebbe fatale”. Ecco perché il premier Conte a Milano insiste: “Non ci sono le condizioni per tornare alla normalità, ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”.

fase 2 conte milano

Fase 2, Conte in Lombardia per la prima volta

Fase 2 Conte – Dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 quella di ieri è stata la prima visita di Conte in Lombardia, il premier ha spiegato che “La mia presenza qui avrebbe creato intralcio nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria”. Ci crediamo tutti.

Giuseppe Conte ha fatto tappa a Milano, a Bergamo e a Brescia. Durante il suo discorso al punto stampa ha accennato anche alcuni dettagli sulle messe a cui i fedeli non possono più partecipare.

“Tutti speravano di tornare presto alla normalità ma non ci sono le condizioni per tornare alla normalità, ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”, è quanto ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Milano. Da specificare che Conte è arrivato con la mascherina in Prefettura a Milano.

Fase 2 Conte – Il premier poi ha parlato delle messe proibite in tempi di Coronavirus. “Dispiace molto perché questo governo rispetta tutti i principi costituzionali. Dispiace di creare un comprensibile rammarico della Cei. Ci siamo anche sentiti con il presidente Bassetti, non c’è un atteggiamento materialista da parte del governo, nessuna mancanza di sensibilità. C’è sì, una certa rigidità del Cts anche sulla base della letteratura scientifica che loro hanno a disposizione sui contagi”, ha detto Conte. 

Lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire a tutti i fedeli di parteicipare alle celebrazioni liturgiche, contiamo di definire questo protocollo in pieno spirito di collaborazione con la Cei”, spiega in merito al nodo Messe Giuseppe Conte parlando da Milano.

Fase 2, Conte a Milano e Bergamo: Ricaduta sarebbe fatale

Fase 2 Conte – Nonostante tutti i morti, e tutte le ripercussioni sulla vita della gente stravolta da un giorno all’altro Conte dice: “Tornassi indietro rifarei tutto uguale“. Anzi insiste: “Non sono pentito. Ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire i sentimenti dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni”. La curva del contagio va controllata “in tutti i modi” ha detto il primo ministro. “Ecco perché – ha aggiunto Conte – sono convintissimo che sia meglio procedere sulla base di un piano ben organizzato per minimizzare al massimo il rischio di una ricaduta che sarebbe fatale“.

Il presidente del Consiglio lasciato così la prefettura di Milano confermando di essere diretto a Bergamo, dopo una serie di vertici. Il premier Conte ha incontrato alcuni medici fra cui Antonio Pesenti, primario della Rianimazione del Policlinico di Milano, e Giuliano Rizzardini, direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco. Oltre al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, il premier in Prefettura ha incontrato il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, e il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Poi Conte ha fatto tappa a Brescia.

Fase 2, Conte a Brescia: Non molliamo, grazie a tutti, tornerò presto

Fase 2 Conte – Dopo i tanti sacrifici che abbiamo fatto “non è questo il momento di mollare, – poi Conte cerca anche di biasimare gli italiani per la loro voglia di uscire di casa – questo governo non cerca il consenso ma di fare cose giuste, anche se questo deve scontentare un gran numero cittadini”, lo ha detto il presidente del Consiglio. “Abbiamo introdotto qualche allentamento ma è chiaro che non possiamo mollare in questa fase”, ha detto.

Tanto lui va a spasso da Roma a Milano e poi fino a Genova quanto e come gli pare, anche se la sua presenza causa assembramenti. Anzi, ha detto “Dopo quelli per il 25 aprile, nella fase 2 saranno consentiti gli assembramenti solo se originati dalla mia presenza“. Insomma, Giuseppe Conte è l’unico italiano che può originare motivi validi per gli assembramenti, se non è dittatura è puro e malsano egoismo.

Fase 2 Conte – “Lo preciseremo nelle faq, ma non significa che si può andare a casa di amici, a fare delle feste. Si andranno a trovare persone con cui ci sono rapporti di parentela o stabili relazioni affettive”, così Conte a Milano, dove ha ricordato che “un quarto dei contagiati è negli appartamenti“. Della serie uscite ma se vi ammalate è colpa vostra e basta.

La visita del premier si è conclusa poco prima delle 3 di notte a Brescia dove prima di salire in auto il premier ha detto “Grazie a tutti, tornerò presto”. “Incontro positivo“, ha commentato il sindaco Emilio Del Bono che ha chiesto al presidente del consiglio interventi economici speciali per Brescia.

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