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emergenza coronavirus fontana conte pieni poteri

Emergenza Coronavirus – Chi meglio di un Presidente della Regione conosce i punti deboli e punti di forza del proprio territorio? Eppure, il Presidente del Consiglio non si vuole più affidare ai Presidenti delle Regioni per la gestione dell’emergenza sanitaria Coronavirus. Si forma una spaccatura profonda nel rapporto di collaborazione tra Stato e Regioni soprattutto su un tema in particolare: la disponibilità di mascherine sanitarie per tutti gli operatori sanitari.

ULTIM’ORA – Il Nuovo Coronavirus in Italia ha contagiato 322 persone di cui 11 sono morte.

Conte vuole pieni poteri: Rapporto Stato-Regioni in bilico

Emergenza Coronavirus – Conte sull’espandersi del contagio “Una gestione non del tutto propria in ospedale ha contribuito alla diffusione del virus“. Queste le dure parole del capo dello Stato che non accenna nemmeno a un ringraziamento per gli sforzi sostenuti dalle regioni per fronteggiare l’emergenza.

Nelle Marche, dove ancora non risultano casi accertati di Covid-19, la giunta regionale ha chiuso scuole e università a scopo precauzionale. Il premier Conte ha subito chiamato Luca Ceriscioli, il presidente marchigiano, per far sospendere l’ordinanza con effetto immediato. Ceriscioli poco dopo spiega che “c’è necessità che l’ordinanza sia coordinata all’interno di un quadro nazionale” rimangiandosi tutto, “per cui ho accettato ben volentieri la richiesta del presidente del Consiglio”.

Salvini ne approfitta per lanciare una frecciatina: “Incredibile pasticcio. O ha sbagliato Conte o ha sbagliato Ceriscioli. Chi si prende la responsabilità di tutelare i marchigiani?“, domanda il leader del Carroccio Matteo Salvini.

Intanto al nord Italia polemiche tra Conte e Fontana

Emergenza Coronavirus – Conte non si lascia scalfire dalle frecciatine di Salvini e insiste: “Il sistema sanitario nazionale è costruito su base regionale e non è predisposto per affrontare una emergenza come questa. Dobbiamo essere pronti anche ad adottare misure che contengano le prerogative dei presidenti di regione”.

Il governatore lombardo Attilio Fontana commenta così: “Sono parole in libertà che mi auguro siano dettate dalla stanchezza”. Ma si sbaglia, poco dopo, Conte vuole pieni poteri sulla Sanità.

Conte vuole pieni poteri sulla Sanità: Fontana sbatte i pugni

Emergenza Coronavirus – A dire del Premier Conte è per via di alcune mancanze degli operatori sanitari lombardi che il virus SARS-COV-2 si sta diffondendo così rapidamente in Italia. Conte vuole i pieni poteri in materia di Sanità per una presunta cattiva gestione dell’emergenza da parte delle regioni. Allo stesso tempo però Conte non è disposto a concedere le mascherine agli operatori sanitari perché ne servirebbero troppe.

Alla riunione sul Coronavirus con i ministri infatti, uno dei tecnici di Roma presenti ha sollevato dubbi sulla reale utilità della diffusione delle mascherine tra gli operatori sanitari.

Nelle regioni alle prese con l’emergenza Coronavirus le mascherine ai medici, anche di base, vanno distribuite, quindi è necessario un significativo approvvigionamento.

La superficialità mostrata dal governo fa infuriare i Presidenti delle Regioni. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana non ci sta e risponde a tono sbattendo i pugni sul tavolo e abbandonando la riunione con Ministri e Protezione Civile. A detta di alcuni presenti, la frattura si sarebbe poi ricomposta, con le rassicurazioni del premier dopo aver cacciato via i tecnici.

Mascherine per gli operatori sanitari INDISPENSABILI

Emergenza Coronavirus – Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sottolinea l’importanza di dare in dotazione agli operatori sanitari le mascherine. Infatti, spiega di aver chiesto, d’intesa con i presidenti Zaia e Fontana, il blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale.

“Una misura necessaria per evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite. Materiale che – ha sottolineato – serve in particolare agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario. Tema che ho posto al presidente del Consiglio, Conte, che ci ha rassicurati sul fatto che si troverà immediatamente una soluzione positiva su questo”.

“Fontana, raccontano, avrebbe sbattuto i pugni sul tavolo, con accuse pesanti rivolte al governo, al punto di abbandonare la riunione, per poi rientrate poco dopo convinto telefonicamente da alcuni ministri presenti in Protezione Civile”. Il rapporto Stato Regioni è sempre più in bilico.

Shengen, frontiere aperte ma convocati ministri della Salute esteri

Emergenza Coronavirus – In una nota ufficiale del Governo ci fanno sapere che anche se “l’eventualità di ripristinare i controlli alle frontiere in deroga a Schengen è stata esaminata”, “non sussiste la sostenibilità pratica per una tale sospensione”.

L’unica via precauzionale adottata dal governo italiano sarà una riunione con i ministri della Salute dei paesi confinanti per “arrivare a condividere linee d’azione comuni”. Questo avverrà solo perché i presidenti di Regione “hanno manifestato preoccupazione per la mobilità dei cittadini italiani pendolari transfrontalieri“.

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