Il DPCM 18 maggio 2020 presentato ieri sera dal premier Conte in conferenza stampa e in diretta tv ha scatenato l’ira dei governatori Regioni. Governo e Regioni si erano accordati venerdì trovando una buona intesa sottoscritta da tutti i governatori, ma tali accordi sono stati disattesi. Nel DPCM Conte 18 maggio ci sono tutte novità della riapertura dopo il lockdown, si potrà andare finalmente in giro senza autocertificazione. Tuttavia, ci sono ancora “troppi cavilli” nel dpcm Conte, subito contestato dai presidenti delle Regioni nella notte, dopo la conferenza stampa. Solo all’alba Governo e Regioni trovano nuovamente un accordo che seda i conflitti per riaprire attività di commercio al dettaglio in sicurezza.

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DPCM 18 maggio 2020 cosa cambia

Il nuovo accordo sul DPCM 18 maggio tra Governo e Regioni. Il sabato sera italiano è il premier Conte in diretta tv in conferenza stampa mentre presenta il suo ultimo DPCM che regola le misure di contenimento del Covid-19. Ieri 17 maggio viene presentato l’articolato DPCM Conte che ci restituisce la libertà di incontrare gli amici e i nostri cari senza doverlo certificare, senza rischiare una multa salata.

Nel DPCM 18 maggio 2020 enunciato ieri in diretta tv dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte sembrano esserci buone notizie.

Ecco cosa cambia da domani, 18 maggio 2020, dal 25 maggio 2020, e dal 15 giugno. Il premier ha detto che tutte le seguenti misure possono essere amplificate o ridotte dai governatori Regione per Regione, responsabilità loro insomma.

DPCM cosa cambia dal 18 maggio 2020

Il nuovo accordo sul DPCM 18 maggio tra Governo e Regioni. Da domani, lunedì 18 maggio, si potrà uscire di casa per qualsiasi motivo, l’importante è rispettare il metro di distanziamento sociale e indossare guanti e mascherine.

Restano i divieti di assembramento ma si potrà incontrare gli amici o andare al mare, purché si rimanga a debita distanza e senza alcun contatto.

Gli spostamenti fuori regione sono vincolati a motivi di salute, urgenze e lavoro, com’è stato finora. Brutta notizia per i “congiunti fuori regione“, ma Conte ha detto che se i dati epidemiologici migliorano la situazione cambierà, tuttavia non prima del 3 giugno.

Riaprono le frontiere, possono tornare i turisti e non devono sottoporsi a quarantena obbligatoria. Un azzardo a tutti gli effetti. Riaprono anche stabilimenti balneari, bar, ristoranti, estetisti, parrucchieri, musei. Riprendono le messe e gli allenamenti sportivi.

DPCM cosa cambia dal 25 maggio 2020

Il nuovo accordo sul DPCM 18 maggio tra Governo e Regioni. Resta ancora l’obbligo del distanziamento sociale, il divieto di assembramento e il dovere di indossare Dpi, dispositivi di protezione individuale. La buona notizia è che il 25 maggio 2020 il DPCM permette la riapertura di centri sportivi e palestre.

DPCM cosa cambia dal 15 giugno 2020

Il nuovo accordo sul DPCM 18 maggio tra Governo e Regioni. A partire dal 15 giugno 2020 i bambini potranno ricominciare a divertirsi insieme, partono infatti un ventaglio di attività ludico ricreative interamente dedicati a loro.

Inoltre, anche i grandi avranno le loro soddisfazioni, visto che si potrà tornare al teatro e andare al cinema, prenotando i posti online e con turni scaglionati per ogni spettacolo.

Governo e Regioni il nuovo accordo nella notte

Il nuovo accordo sul DPCM 18 maggio tra Governo e Regioni. Tra Governo e Regioni è nato un nuovo accordo nella notte dopo che è terminata la conferenza stampa in diretta tv, in quanto i governatori si sono sentiti letteralmente pugnalati alle spalle. “Il Dpcm – questa la protesta – non faceva neanche riferimento al protocollo unitario firmato dalle Regioni” venerdì.

Il tema riaperture ha avuto bisogno di un lungo braccio di ferro tra governo e regioni, tant’è che le polemiche tra i governatori e il premier hanno richiesto un meeting urgente. Nella notte lunghe ore di trattativa che solo all’alba sfociano in un accordo definitivo: il documento dei presidenti delle regioni sarà allegato al Dpcm.

Altro punto su cui si sarebbe discusso – viene riferito – è la necessità di una preventiva indagine epidemiologica sul tema delle riaperture, poi l’intesa sull’obbligatorieta’ di fare riferimento al monitoraggio del ministero della Salute.

“Altro punto su cui si sarebbe discusso tra governo e regioni – viene riferito al giornale Agi sul DPCM 18 maggio – è la necessità di una preventiva indagine epidemiologica sul tema delle riaperture, poi l’intesa sull’obbligatorietà di fare riferimento al monitoraggio del ministero della Salute”.

“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attivita’ che da lunedi’ potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini”, ha osservato il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini

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