Decreto sicurezza bis; il modo giusto di rendere ancora più insidiose le vicende sulla migrazione in Italia

Decreto sicurezza bis

Il decreto sicurezza bis ha finalmente ottenuto la fiducia al voto, con Lega e Movimento 5 Stelle a favore, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono astenuti. A cosa ci condurrà l’approvazione di una legge tanto limitante nei confronti dei migranti e di chi li supporta?

Per capirlo dobbiamo innanzitutto avere ben chiaro di che si tratta. Il #DecretoSicurezzabis tanto sventolato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in apparenza è un buon metodo per ridurre i flussi migratori di clandestini africani in Italia, ma scavando a fondo emerge ben altro.

Il decreto-legge, in merito ai flussi migratori, prevede che:

PALETTI PER L’ACCESSO DELLE NAVI
Il ministro dell’Interno “può limitare o vietare l’ingresso il transito o la sosta di navi nel mare territoriale” per (…) “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

MAXI-MULTE A ONG
La sanzione va da 150 mila euro fino a un milione per il comandante della nave “in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane”. Come sanzione aggiuntiva è previsto anche il sequestro della nave.

FONDI PER LA LOTTA AI CLANDESTINI
500 mila euro per il 2019, un milione di euro per il 2020 e un milione e mezzo per il 2021 per il contrasto al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per operazioni di polizia sotto copertura.

la Repubblica

Al ché sembrerebbe tutto ok, e invece no, infatti le conseguenze di queste semplici regolette sono lunghe e noiose indagini e sentenze di tribunali.

Vista la tendenza di Salvini a respingere ogni singola nave, quando avverrà di nuovo in seguito all’approvazione della legge bisognerà svolgere delle indagini per capire se effettivamente Salvini ha respinto giustamente la nave oppure no.

Nel frattempo a bordo delle navi potrebbero esserci persone realmente in fuga da minacce e bisognoso di aiuto o di asilo politico che non potranno attraccare al molo più vicino.

Non è finita qui, perché se si decidesse di procedere al soccorso, chi si presta all’azione dovrà seguire per filo e per segno tutto il protocollo senza sgarrare di un passo o verrà processato come complice di uno sbarco clandestino.

Insomma, la legge del mare si fa sempre più complicata, un decreto sicurezza ci vuole certamente, ma non deve creare più problemi di quelli che già ci sono o è inutile, come direbbe Salvini “E’ acqua!”.

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