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Crisi dei Migranti: Conte e Lamorgese studiano una tattica per l’ingresso degli immigrati senza fornire un assist a Salvini. “Più umanità ma porti chiusi”

Crisi dei migranti salvini e lamorgese

Crisi dei Migranti: Non è facile prevedere quale sia la mossa giusta da intraprendere verso i continui arrivi di ONG e immigrati. Una cosa sola è certa: Un cambio di rotta troppo brusco sulla politica d’immigrazione favorirebbe Salvini e i Decreti Sicurezza e Sicurezza-bis. Conte non firmerà i divieti per le ONG, ma terrà i porti chiusi ancora un po’. Lamorgese, neoministro degli Interni, è pro-migranti: “Più umanità, ma i porti restano chiusi”.

Questo vuol dire che le modifiche ai dl Sicurezza sono rinviati, ma le navi ONG potranno attraccare ai porti italiani.

L’arrivo del PD al governo rimette in discussione il Decreto Sicurezza di Salvini in favore dell’ingresso degli immigrati. In pratica, un po’ alla volta si sta martellando sulle fondamenta delle misure salviniane cosicché ben presto l’Italia sarà nuovamente esposta a innumerevoli rischi dovuti all’ingresso clandestino di esseri umani dall’Africa.

Malattie, criminali e qualunque altra sciagura potrà accedere senza problemi in casa nostra senza che vengano fatti accertamenti. Il motivo per cui Conte & Company dovrebbero permettere tutto questo? Sempre lo stesso: SOLDI.

Al governo Conte-bis sono consapevoli che “solo l’11% degli italiani vuole davvero cambiare passo sulla lotta ai clandestini. E questo vorrà pur dire qualcosa” come scrive ilGiornale. Così Conte ha deciso. Farà comunque a modo suo, ma un passo alla volta.

Attualmente la Alan Kurdi, si trova a largo delle acque italiane e 5 migranti sono stati evacuati per urgenze mediche. Uno di loro ha anche tentato il suicidio a bordo dell’ONG. In questo clima di tensione Conte decide di andarci piano con le misure adottate da Salvini. Perché la situazione è delicata e gli italiani ci mettono un attimo a indirizzare i forconi contro di lui. Deve solo trovare un modo di permettere alle ONG di entrare in acque italiane. Dalla Alan Kurdi fanno sapere le loro esigenze.

“Il cambio di esecutivo non sembra aver cambiato in nulla la situazione dei naufraghi raccolti dalla Alan Kurdi, cui continua a essere impedito sia lo sbarco a Malta, sia quello in Italia – lamenta l’Ong – Non sappiamo se la situazione si sbloccherà nelle prossime ore o, come in molti casi precedenti, proseguirà ancora per diversi giorni, portando i naufraghi e il personale allo stremo”.

La speranza dei solidali della Ong è che vengano modificate le leggi, altrimenti “questo divieto continuerà a essere imposto, anche senza Salvini al Viminale” e sperano in una “rapida inversione di rotta

Conte però non può permettersi di perdere consensi all’inizio del suo secondo mandato. Dunque la sua idea è ben altro, almeno secondo quanto scrive ilMessaggero.

Ovvero di non abbattere col tritolo dalle fondamenta quanto fatto dalla Lega, ma di smontarlo pian piano pezzo per pezzo. A cominciare, però, proprio dal divieto di ingresso in acque italiane. Perché é vero che i decreti sono ancora in vigore, ma per impedire ad una nave Ong di solcare i nostri mari serve la firma di tre ministri (Viminale, Difesa, Mit). E, scrive il quotidiano romano, “i divieti di ingresso per le navi piene di profughi, motivati con il pericolo di infiltrazioni terroristiche, non arriveranno più”. Per il resto, ovvero per le modifiche ai decreti secondo le indicazioni del presidente della Repubblica, ci vorrà del tempo.”

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