La Riapertura Regioni in Italia con Coronavirus è pericoloso, l’apertura regione per regione include condizioni di ripartenza e rischi della fase 2. Tra le condizioni per la riapertura delle Regioni c’è la patente di sicurezza per i lavoratori e persino test psicologici ai cittadini dopo lockdown. Ovviamente sono aziende italiane a dover svolgere questi controlli per riaprire in regola, sennò si rischia sospensione della licenza o chiusura. Noi di Adirai siamo vicini a tutti gli imprenditori che in questo momento duro devono eseguire anche le direttive del governo per non chiudere. Tutte le Regioni che vogliono riaprire devono assicurare di avere Ospedali Covid attrezzati e luoghi per quarantena dei positivi al Coronavirus. In alcune Regioni potranno riaprire prima del 4 maggio, cioè il 27 aprile, aziende del settore auto, edile e moda, ma dovranno essere in regola.

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Riapertura Regioni in Italia, le Condizioni

Riapertura Regioni in Italia, Coronavirus. Il Governo italiano continua a frenare l’entusiasmo di chi vedendo i dati del Bollettino della Protezione Civile in calo vorrebbe già ritornare alla vita di prima. Il Coronavirus non fa ancora parte del passato, anzi, è in circolo e gli esperti del mondo sostengono con forza che il Covid-19 farà parte anche del nostro futuro. Adesso però l’Italia è in seria difficoltà, l’economia italiana non aveva bisogno di ulteriori sciagure visto il governo che ci ritroviamo eppure è arrivato il Lockdown. Imprese italiane barricate dal rischio contagio e che fanno fatica a restare in piedi, un’azienda su due rischia di chiudere. L’emergenza sanitaria ben presto è diventata un’emergenza economica e si appresta a divenire anche un serio problema geopolitico, Cina e USA si litigano il dominio italiano.

Riapertura Regioni in Italia, Coronavirus. Gli aiuti economici promessi dal Governo, come Cassa Integrazione Coronavirus e Bonus 600 euro, nonché gli aiuti di congedo parentale sono sempre in ritardo e carenti. La gente qui ha bisogno di liquidità, di soldi per fare la spesa e le Regioni lo sanno e vorrebbero riaprire. Bisogna farlo ma con cautela per non rischiare di ricadere nella trappola del virus più contagioso che abbiamo mai avuto la sfortuna di avere in italia. E quindi il Governo ha pensato bene di imporre delle condizioni imprescindibili a chi vuole riaprire prima del previsto.

Riapertura Regioni in Italia, Coronavirus. Entro questa settimana il presidente del consiglio Giuseppe Conte dovrebbe annunciare le linee guida in modo che tutti possano adeguarsi. Tuttavia, è prevedibile che le regioni che vogliono aprire prima del 4 maggio dovranno rispettare queste condizioni:

  • dovranno garantire di avere a disposizione ospedali Covid e luoghi dove tenere in quarantena i positivi.
  • potranno riaprire inizialmente solo le aziende del settore auto, edile e moda e dovranno essere in regola. “Si può ragionare su una regionalizzazione delle aperture”, conferma il ministro Stefano Patuanelli.
  • Per garantire il rispetto delle norme aziende e negozi dovranno compilare un modulo che autocertifica il rispetto delle prescrizioni imposte su dotazioni dei dispositivi di sicurezza personale, sanificazione, presenza del medico e tutte le altre regole che saranno diversificate a seconda delle filiere.
  • Dovranno essere in ogni caso garantiti turni diversificati per i lavoratori e privilegiato lo smart working.
  • Si sta valutando di poter concedere a ristoranti e servizi di ristoro la possibilità di servizio da asporto con ingresso scaglionato.
  • Su autobus e metropolitane i passeggeri potranno stare soltanto seduti e comunque mantenendo la distanza.
  • Si sta valutando anche la possibilità di aprire le zone a traffico limitato per favorire anche il trasporto privato.

Riapertura Regioni in Italia, il Programma

Riapertura Regioni in Italia, Coronavirus. Secondo le Regioni sono 15 i punti da adottare come Programma di Riapertura per la Ripartenza in Italia:

  1. Adottare linee guida nazionali, previo accordo con le parti sociali.
  2. Coordinamento nazionale per riaperture.
  3. Mobilità della popolazione: prevedere l’adeguamento del trasporto pubblico locale per far fronte alle esigenze della riapertura.
  4. Graduare la riapertura delle attività lavorative e dei servizi delle città.
  5. Possibilità di riapertura anche dal 27 aprile, dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto.
  6. Valutare una procedura semplificata per la ripresa immediata dei cantieri del terremoto attraverso norme in grado di far ripartire gli investimenti;
  7. Possibilità di riapertura anche dal 27 aprile, di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, per evitare la sostituzione di tali quote di mercato a vantaggio dei competitor stranieri.
  8. Necessità di superare la disciplina di apertura e chiusura delle attività produttive sulla base dei codici ateco e del regime autorizzatorio delle prefetture; risulta preferibile prevedere una disciplina organizzata sulla pianificazione della riapertura di alcune filiere produttive – particolarmente rilevanti o maggiormente sicure – per il territorio e/o di settore, con la collaborazione di Regioni e Prefetture e la partecipazione delle rappresentanze delle parti sociali, delle Aziende Sanitarie e delle INAIL.
  9. Affrontare le riaperture tenendo conto del sostengo all’infanzia, verificando soluzioni per la cura dei bambini in considerazione della chiusura di scuole, nidi e centri estivi. Possibilità di consentire, nel rispetto delle regole, una graduale ripresa della socialità dei bambini
  10. Necessità di concordare col Ministero dell’istruzione progetti specifici per la riapertura delle scuole che consentano una adeguata programmazione di tutte le attività necessarie correlate.
  11. Necessità che le attività poste in essere dalle Regioni in materia di spesa sanitaria siano immediatamente ristorate con i fondi già previsti. Al riguardo si segnala l’opportunità di modificare l’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 18 del dl 18;
  12. Modalità omogenee, concordate e programmate, per una prossima, graduale riapertura degli esercizi di somministrazione al pubblico (bar e ristoranti).
  13. Programmazione delle attività turistiche.
  14. Incentivare lo smart working.
  15. Necessità di posticipare la mobilità extraregionale.

Rischi nuove zone rosse dopo Apertura

Riapertura Regioni in Italia, Coronavirus. A parlarne è il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli che evidenzia di fatto una nuova zona rossa che si delineerà dopo l’apertura dell’Italia:

Saranno prese in considerazioni le singole realtà regionali. Maggiori aperture per quelle Regioni che hanno una bassissima percentuali di contagi e decessi come Molise e Basilicata, ma anche Sicilia, Calabria e Puglia. Un allentamento minore ci sarà invece in Piemonte, Lombardia, in un pezzo Emilia-Romagna (province di Piacenza, Rimini e Ravenna) e Marche (Pesaro) e la parte occidentale del Veneto: si tratterebbe di fatto di una NUOVA ZONA ROSSA! A questo criterio territoriale viene aggiunto quello anagrafico: tenere il più possibile in casa le persone che hanno dai 65/70 anni garantendo loro dei servizi domiciliari. Insomma, per gli anziani la quarantena resta anche dopo il 4 maggio, con possibilità di uscire solo per fare la spesa.

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