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Oggi in TV

Secondo Google, dato accessibile anche ai cani, dall’inizio della pandemia in Italia abbiamo avuto 4,68 milioni di casi di Covid-19, di cui i decessi sono 131 mila. La percentuale di mortalità in Italia, effettuati i dovuti calcoli, è circa del 3-4%. Oggi leggiamo sui giornali come ANSA, SkyTG 24 e altri, come Il messaggero e Libero quotidiano, le seguenti parole riguardo lo studio scientifico di Merck sulla pillola anti Covid: “il 7,3% dei pazienti che hanno ricevuto molnupiravir sono stati ricoverati o sono deceduti entro il 29esimo giorno“. E’ possibile trovare parole simili su qualsiasi altro giornale, in quanto riportano semplicemente lo studio Merck sulla pillola anti Covid che intanto crea abbastanza entusiasmo, alle case farmaceutiche come ai potenti, da finire in prima pagina nei TG Mediaset e Rai.

pillola anti covid merck
pillola anti covid merck

Ogni morto Covid è una perdita umana inaccettabile, considerando anche le cure esistenti scoperte da medici coraggiosi che purtroppo ci hanno lasciato, come il medico Giuseppe De Donno. La cura al plasma di De Donno, se fosse normale prassi contro il Covid-19 ovunque in Italia, nel mondo e non solo a Mantova, dove lavorava, sicuramente non avremmo tutti questi decessi, decessi che invece abbiamo e che usano contro di noi.

ISS, 1 febbraio 2021 – La letalità del Covid-19 in Italia nella seconda fase dell’epidemia è del 2,4%, più bassa rispetto a quella della prima fase durante la quale però l’accessibilità rallentata ai test diagnostici e la diversa distribuzione geografica dei casi potrebbero aver fornito un dato distorto. Il calcolo è contenuto in un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità appena pubblicato, dove sono presentate anche le stime a livello regionale e in riferimento alle diverse fasi dell’epidemia, da cui emerge che le differenze tra regioni appaiono meno evidenti alla luce delle differenze della struttura demografica e della diffusione dell’epidemia nel tempo. Secondo il report tra i casi confermati diagnosticati fino a ottobre, la percentuale di decessi standardizzata per sesso ed età (il cosiddetto ‘Case Fatality Rate o CFR) è stata complessivamente del 4,3%, con appunto ampie variazioni nelle diverse fasi dell’epidemia: 6,6% durante la prima fase (febbraio-maggio, 1,5% nella seconda fase (giugno-settembre) e 2,4% tra i casi diagnosticati nel mese di ottobre.

Dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità

I morti Covid, secondo quanto si apprende dalle principali fonti mediatiche, sarebbero inevitabili, a meno che non ci si faccia inoculare almeno qualche paio di dosi di Vaccino Sperimentale. E a sentire sempre le stesse principali fonti mediatiche, sembrerebbe che questa pillola anti Covid Merck sia valida come cura, come lo è il vaccino sperimentale anti covid per prevenire la malattia.

Considerate però che in base alle evidenze, il vaccino non previene affatto la malattia, anzi, te la fa prendere in modo lieve, infatti i vaccinati non finiscono in terapia intensiva per Covid-19. No, la maggior parte dei vaccinati che se la vede nera scopre di avere pericardite, miocardite, paresi, necrosi oppure ictus, VITT (trombosi da vaccino), infarto e altri simili spiacevoli effetti indesiderati (a tutte le età).

Se dunque, ci affidassimo a suddette speranze dei media, che tanto credono e premono per questo Vaccino Sperimentale di dubbia funzionalità, dovremmo anche ben volentieri affidarci alle novelle pillole anti Covid Merck, NONOSTANTE LA MERCK STESSA RIVELI UN 7,3% DI DECESSI IN FASE SPERIMENTALE.

Siamo raramente polemici sui temi di attualità perché altrimenti ci sarebbe da avvelenarsi il sangue tutti i giorni. Non siamo contro i vaccini, assolutamente no. Non siamo nemmeno contro le pillole, quelle anticoncezionali ad esempio sono particolarmente utili. E’ impossibile però tacere davanti a certi numeri da brivido: il 7,3% di mortalità con questa pillola anti Covid è accettabile sapendo che i decessi per Covid-19 in Italia è appena del 4%? Fate voi, ma sembra che qui si stia davvero perdendo la ragione.

A scanso di equivoci e per dirla tutta, la frase esatta di Merck sbandierata dai media è:

“Secondo i fati forniti da Merck insieme al partner Ridgeback Botherapeutics, il 7,3% dei pazienti che hanno ricevuto molnupiravir (pillola anti Covid, ndr) sono stati ricoverati o sono deceduti entro il 29esimo giorno, a fronte del 14,1% dei pazienti trattati con un farmaco placebo.

SkyTG24

A conti fatti, non era meglio tenersi il virus? O eventualmente limitare i morti con la cura di De Donno, fatta con il plasma dei guariti?

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