Luca Zaia, governatore del Veneto, ha espresso su Facebook la sua opinione ruvida riguardo i focolai che divampano nella regione Veneto, incontrollati. Dopo l’ennesima notizia di migranti positivi al Covid-19 che scappano dai centri di accoglienza per andare a farsi un giro Luca Zaia sbotta su Facebook. Il suo discorso non fa una piega: gli anziani nelle case di riposo stanno bene pur essendo fragili, come mai invece i migranti giovani e sani si ammalano? Perché arrivano già malati, nessuno li controlla (neanche avessero 2 anni) e nessuno impone loro di rispettare le misure di sicurezza. Il Veneto risulta infetto solo a causa dei focolai dei migranti nei centri di accoglienza che aumentano sempre, “vanno assolutamente fermati“, dice Zaia.

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Luca Zaia, centri di accoglienza infetti

I centri di accoglienza sono da tempo sovraccarichi, soprattutto nel periodo estivo per via dei numerosi sbarchi in più dei migranti africani in cerca di casa. Con la situazione del Covid-19 l’Italia è in Stato di emergenza, eppure è un luogo tanto desiderato da chi giunge qui dopo giorni, mesi, anni di viaggio. I centri di accoglienza sono diventati quindi luoghi in cui effettuare i tamponi sui migranti, per capire, se questi sono malati di Coronavirus oppure no. La risposta al 50% è sì, sono malati. In barba a tutti gli pseudoscienziati che credevano che in Africa il coronavirus non attecchisse per via del loro stile di vita. Si ammalano anche gli africani, ma finché non gli fai il tampone non lo puoi sapere, ovviamente.

Luca Zaia si lamenta dei centri di accoglienza infetti e stracolmi non perché è razzista (specifichiamo per i politically correct) bensì perché quei centri sono fuori norma. Nei centri di accoglienza i migranti, a cui non importa niente della salute loro o di chi li circonda (soprattutto se italiani), non rispettano le norme più elementari di prevenzione dal coronavirus. E’ normale immaginare il perché: scarso igiene, niente mascherine, tutti abbracciati sotto lo stesso tetto senza alcuna restrizione.

Luca Zaia sui migranti positivi in Veneto

Ecco le parole di Luca Zaia sui migranti positivi in Veneto:

Strutture come i centri di accoglienza di Jesolo e dell’ex caserma Serena di Casier sono fuori dalla storia e dalla realtà. Ma non solo. Lo sono ancora di più da un punto di vista sanitario. Infatti aggregazioni del genere non sono in linea con le norme.

Delle 300 case di riposo in Veneto, il 75 per cento non ha neanche visto il virus. L’altro 25 ha avuto pochi casi. Com’è possibile che siamo riusciti a gestire l’emergenza nelle case di riposo dove i pazienti sono molto più vulnerabili, mentre focolai sono esplosi all’interno di questi centri di accoglienza che ospitano gente sana e giovane?

Non si tratta di razzismo, ma di sanità.

Oggi i cittadini stranieri rappresentano il focolaio più grande registrato in Veneto dalla fine del Lockdown, con decine di positivi e numeri che possono ancora crescere.

In questa situazione già preoccupante, si verificano poi vere e proprie gravissime illegalità, con positivi asintomatici che si rendono irreperibili ai controlli. Vanno assolutamente fermati.”

Luca Zaia

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