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Rischio assunzioni grazie al sistema italiano non funzionante per chi ha il reddito di cittadinanza

Rischio assunzioni reddito di cittadinanza

Rischio assunzioni per i cittadini percettori del reddito di cittadinanza grazie ad un sito web non funzionante. Le aziende che hanno bisogno di personale, non possono assumere e non possono accedere agli sgravi contributivi.

Il reddito di cittadinanza è un beneficio momentaneo che serve alle fasce più deboli per autosostenersi in attesa di un nuovo impiego.

Oggi, a circa quattro mesi dell’avvio del reddito di cittadinanza, per un problema tecnico al sito web per le registrazioni, le aziende non stanno assumendo questa categoria di futuri lavoratori.

Tale problema non è da poco, in quanto, le aziende non hanno ben chiaro come poter assumere e ottenere gli sgravi contributivi spettanti.

Tutto ciò oltre a creare disagi alle aziende che hanno bisogno di forza lavoro, crea un malessere anche a chi riceve il reddito di cittadinanza. Questi cittadini si trovano in uno stato di blocco senza avere la minima speranza per un futuro dignitoso.

In data 18 luglio, l’associazione dei consulenti del lavoro ha inviato una lettera a Luigi Di Maio e al presidente dell’Inps.

Come per magia, solo il giorno dopo, sul sito web www.anpal.gov.it è stata resa la possibilità alle aziende di dare la propria disponibilità. A questo punto i beneficiari del reddito di cittadinanza possono essere assunti. Il bello o tragicomico di questa vicenda è che il sito Anpal continua a non funzionare.

Non disperate, questo è solo uno dei problemi perché questi signori messi lì a lavorare sicuramente dall’amico di turno, non rispondono nemmeno al numero verde.

Magari saranno in ferie perché loro un lavoro ce l’hanno!

Il problema rimane per le aziende serie che non riescono a registrarsi su tale sito che, purtroppo, è un passaggio obbligatorio per accedere agli sgravi e assumere personale.

La barzelletta italiana, “come il solito” è la trafila burocratica estenuante, dispendiosa e che sicuramente farà passare la voglia a tante aziende di affrontare tale trafila con un processo/percorso assurdo.

In sostanza, le aziende devono dare la disponibilità ad assumere a Anpal, tali devono essere inviate alle Regioni che, a loro volta, invieranno le comunicazioni ai vari centri per l’impiego e che questi ultimi dovranno inviare i dati sulle assunzioni all’Inps. A questo punto, alle aziende saranno riconosciuti gli sgravi contributivi sulle assunzioni.

La nostra domanda è; se le aziende devono fare questa infinita trafila, oltre alla scocciatura di un sistema palesemente non funzionante; quanta speranza potranno mai avere i percettori del reddito di cittadinanza? A tale domanda non siamo in grado di dare risposta.

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