Blitz della finanza. Reddito di cittadinanza e lavoro in nero per due calabresi, arrestati per truffa e violazione

Reddito di cittadinanza e lavoro in nero

Il reddito di cittadinanza e lavoro in nero vanno a braccetto, è un ottimo modo di mettere insieme qualche spicciolo in più per chi ha poco da offrire alla propria famiglia. Quando neanche lo Stato si è preso cura delle necessità primarie dei suoi cittadini, questi si ribellano e prima o poi arriva il momento che si accetta di lavorare in nero pur di dar da mangiare ai propri cari.

Due cittadini italiani, due calabresi della zona del litorale Alto Ionio Cosentino, sono stati arrestati per:

truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, punibile fino a 7 anni di reclusione, e violazione delle disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, che prevede la reclusione sino a 6 anni

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Ne parlano come di due ‘furbetti’ che rubano allo Stato. Sì, perché secondo voi la gente non ha altro da fare che rubare allo Stato! La gente è disperata, non sa come fare per dar da mangiare ai propri figli, non sa come pagare le bollette, seppure gli venisse in mente di pagarle ogni tanto. Le persone sono ridotte sul lastrico e non sanno che futuro offrire ai propri figli, ma neanche a loro stessi. “Furbetti”? Furbi saranno quelli che ne parlano in certi termini.

Al giorno d’oggi in Italia si può anche morire di fame se non si è disposti ad accettare paghe troppo basse e senza assunzione, si può rischiare di essere buttati di casa se non si paga l’affitto, ci si può ritrovare in un attimo a dover chiedere favori a cattiva gente, libera e benestante.

Ecco perché soprattutto al sud, ci si è fatti in quattro pur di recuperare spiccioli in più. Ma lo Stato cosa fa? Li imprigiona, allontana braccia utili dalla propria famiglia, incurante delle situazioni di estrema precarietà di quelle persone. I finanzieri saranno fieri di aver acciuffato questi due furbetti, oh certo, recavano un gran danno allo Stato:

“Uno dei due percettori del reddito di cittadinanza lavorava in un lido balneare come guardiano notturno mentre l’altro presso un esercizio di generi alimentari. I due intascavano così a tutti gli effetti un “doppio stipendio”: come prevede la legge ora dovranno restituire quanto indebitamente percepito. Per i titolari delle attività commerciali sottoposte a controllo sono state irrogate sanzioni amministrative pari a 19.800 euro, per l’impiego dei lavoratori in nero.”

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Secondo voi, potranno mai restituire quel denaro? Oramai non è più denaro, si tratta bensì di cibo in frigo, abiti nuovi, bollette arretrate e qualche medicina o visita medica. Italia a rischio Grecia? Italia a rischio Italia, siamo un caso isolato di unica follia mista a incompetenza.

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