Piccole Imprese pagano +4,4 miliardi di tasse e imposte rispetto alle medie e grandi aziende. Lo annuncia la Cgia di Mestre. Nella botte piccola c’è il vino buono!

piccole imprese

Il contributo fiscale ed economico reso al Paese da parte delle piccole imprese è rilevantissimo. I dati forniti nel rapporto della CGIA di Mestre, ovvero l’Associazione artigiani e piccole imprese, sono chiari e si riferiscono ai contributi versati in imposte e tasse nel 2018. Le piccole aziende si sa, sono di più, e sono riuscite a rendersi giustizia dimostrando il proprio valore: 4,4 miliardi di più rispetto a medie e grandi imprese, anche multinazionali.

Nello specifico nel 2018 i piccoli impresari e lavoratori autonomi hanno contribuito allo sviluppo del Paese versando al fisco ben 42,3 miliardi di euro. Questa cifra è pari al 53% di tutti gli 80 miliardi totali di imposte e tasse versate in totale da tutto il sistema produttivo italiano. Le medie e grandi imprese invece, sono riuscite a versare solo 37,9 miliardi di euro, il 47% del totale versato in Italia.

La giusta domanda da porsi è: Come mai?

In Italia sono state approvate numerose manovre a favore dei cittadini più comuni e di fascia media, che hanno permesso di aumentare sia i ricavi che le tasse da corrispondere allo Stato secondo la legge non propriamente scritta “più guadagni, più paghi”. Il motivo per cui un grande imprenditore corrisponde allo Stato meno di quanto riescano a fare 10 mila piccole imprese è proprio la quantità di imprese! Le grandi aziende scarseggiano perché tassate fino all’osso dei ricavi e i piccolini invece si godono il loro ceto medio in cambio del pagamento costante delle proprie imposte, non esorbitanti, da corrispondere.

La Cgia di Mestre ha fatto bene a pubblicare subito questa news sull’economia italiana, così forse si metteranno all’opera anche per aiutare le aziende più grandi ad espandersi in numero. Più aziende grandi ci sono e più riusciamo a produrre come Paese. Basta guardare l’America per avere subito un’idea di cosa voglia dire “pensare in grande” per uno sviluppo felice del proprio Paese.

Attualmente in soli 5 mesi l’Italia consuma tutte le sue risorse e per il resto dell’anno è costretta ad acquistarle presso altre nazioni tra cui Germania, Cina e America: non sarebbe idilliaco poter badare a noi stessi senza aver bisogno di un continuo aiuto dall’estero? Indipendenza economica è quello che ci serve.

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