Riforma pensioni e Quota 100. Il premier riceve i sindacati

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I sindacati stanno ormai da un mese a chiedere un incontro formale con i vertici di governo, ma il nostro ex e nuovo premier Giuseppe Conte si è reso disponibile solo ora. Prima le poltrone, poi il resto, con calma si fa tutto uagliò! Il Sussidiario spiega che le loro fonti sindacali son sicure che mercoledì mattina il premier incontrerà Cgil, Cisl e Uil. Avremo delle risposte su riforma pensioni e Quota 100. Attendiamo però l’appuntamento ufficiale.

Manca la convocazione scritta, ma in Rassegna sindacale è stato già annunciato che l’incontro molto probabilmente ci sarà. Di cosa discuteranno? Al centro del dibattito sicuramente riforma pensioni e quota 100, anche se è stata riconfermata ha bisogno di modifiche per il pieno rispetto dei diritti delle donne lavoratrici. Ci saranno dunque nuove manovre su questo piano, la domanda è: sarà possibile vederne i risultati già per fine anno?

Cgil, le priorità di Landini

La priorità di Landini è in assoluto cambiare la legge Fornero, e ci spiega perché. La quota 100 e le pensioni sono affari dei 5Stelle e dei Dem, dunque devono darsi una mossa. I lavoratori hanno bisogno di risposte. Certe volte si dimenticano che dalle loro decisioni dipendono le vite delle persone e bisogna ricordarglielo. Ecco le parole di Landini ad AdnKronos.

“Il nostro problema non è quota 100, il nostro problema è cambiare la legge Fornero. Cambiare la legge Fornero vuol dire garanzie per i giovani, riconoscere la differenza di genere perché le donne hanno pagato un prezzo doppio, riconoscere che ci sono lavori più pesanti di altri. Per noi il tema delle pensioni è se si apre o no una strada per una riforma vera: questo sarà elemento di giudizio, compresa la rivalutazione delle pensioni. Diciamo che la tassazione su lavoratori dipendenti e pensionati deve abbassarsi, perché aumenti il netto in busta paga e le pensioni.”

Landini

Quota 100, spesa da 63 miliardi? Una bufala

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato del fatto che il “peso” di quota 100 sulle nuove generazioni era stato dichiarato 63 miliardi di euro. In verità vi avevamo dimostrato come fosse molto inferiore a tale cifra. I giornalisti hanno pensato a scrivere un articolo dal titolo accattivante dimenticandosi di specificare i veri dati ai lettori. A ribadirlo è Roberto Gualtieri direttamente dal MEF (abbreviazione di Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Spesa complessiva da 63 miliardi di euro: “Questo dato non trova alcun riscontro nelle stime della Ragioneria Generale dello Stato. Nel periodo considerato – si precisa nella nota del ministro – il valore della maggiore spesa complessiva derivante dalle misure in questione, alla luce delle quantificazioni iniziali effettuate nella predisposizione del suddetto decreto legge, avrebbe potuto al massimo raggiungere i 20 miliardi di euro. Tenendo conto dei dati più aggiornati del monitoraggio sulla misura in questione, i costi complessivi saranno invece sensibilmente inferiori a tale cifra.

Roberto Gualtieri

Problema scuola con il prepensionamento

I “maestri del dopoguerra” finalmente vanno in pensione e fanno spazio ai giovani: questo porta un casino non indifferente nelle aule. Il perché? Ovviamente le scuole non assumo i nuovi insegnanti, bensì li usano per fare supplenze. Peccato che le supplenze dovrebbero essere applicate di rado, mentre qui con le supplenze ci si fa un intero anno scolastico.

Il punto è che, in particolar modo al Sud, è difficile che le scuole assumano e l’educazione dei bambini va sempre più a rilento. Un problema a dir poco grave per le nuove generazioni, a partire dai piccolissimi che vanno all’asilo nido. Avoja tu a dire che questo governo penserà a creare lavoro e altre belle parole! Se non si dà una spinta alle scuole per assumere non ci sarà mai il turnover: scopo ultimo dei prepensionamenti e quota 100.

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