Imprese Italiane gestite da stranieri, circa 1 su 10. La maggior parte si occupano di commercio al dettaglio e sono in aumento.

imprese italiane gestite da stranieri

L’Italia sta crescendo sul piano economico e il merito non è tutto nostro. Le ultime notizie riportano che abbiamo circa 600 mila imprese italiane gestite da stranieri e sono anche in aumento. Rappresentano il 10% delle attività economiche del nostro Paese e lo aiutano a risollevarsi, tant’è che la crescita nel secondo trimestre dell’anno é di 6.800 unità. Questo vuol dire che siamo a +1,1% rispetto al trimestre precedente.

Il panorama che si delinea dai report di InfoCamere e Unioncamere è abbastanza demoralizzante. Sapete a chi appartiene questa grande fetta di mercato italiano? A marocchini, cinesi, bengalesi, rumeni ed egiziani. Non era difficile intuirlo, in ogni città è possibile trovare un loro negozio o una loro attività.

A Milano c’è la più grande comunità di imprenditori egiziani (il 43,5% sul totale) mentre a Roma prevale la comunità del Bangladesh. Più del 40% delle imprese bengalesi è sita nella capitale. A Napoli, invece, ha sede il 20,5% delle imprese guidate da persone originarie del Pakistan.

ilprimatonazionale

I rumeni ottengono inoltre il primato nel settore costruzioni, anche marocchini e cinesi si dilettano nel campo ma si occupano prevalentemente del settore commerciale; sono loro a rifornirci di cianfrusaglie inutili a basso costo. Una volta ci rompevano le scatole per le spiaggie oppure con le bancherelle improvvisate, poi si sono aperti una partita IVA e si sono messi in proprio e in regola: Almeno pagano le tasse come noi!

La crescita delle imprese straniere è costante, lo dice anche Mauro Bussoni (chi è??), si tratta del Segretario Generale Confesercenti.

La performance dalle imprese straniere è talmente notevole da essere ai limiti della credibilità, soprattutto se si considera che il periodo analizzato è stato caratterizzato dalla più grande crisi economica vissuta dal Paese negli ultimi settanta anni.

Eh già, ci fanno le scarpe se continuiamo a rifiutare di essere indipendenti. La maggior parte dei ragazzi che studiano all’università prevedono un futuro senza partita IVA perché troppo incasinato e impegnativo: Pensano a maturare una buona pensione e ad ottenere uno stipendio fisso e sicuro, utopia praticamente, qualcuno dovrà pure avvisarli.

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