Evasometro: come funziona e chi rischia il controllo sui conti correnti. L’accertamento fiscale ha il via ai primi controlli in fase sperimentale.

Evasometro, come funziona?

Evasometro, come funziona? Sicuramente ne avrete sentito parlare, si tratta della tecnologia dell’Agenzia delle Entrate utilizzata per monitorare la situazione fiscale dei cittadini al fine di scovare gli evasori fiscali. Sapere come funziona l’evasometro è utile a tutti, visto che anche ricevere l’eredità quest’anno potrebbe essere un problema. Le ultime notizie del giorno sul via ai primi controlli fiscali dicono che l’alert scatterà se il saldo in banca sarà più alto del reddito.

Siamo nel pieno della fase sperimentale dell’evasometro, chiamato così per la sua funzione principale: “Acciuffare” chi evade le tasse dichiarando di meno rispetto al proprio saldo in banca. I conti correnti degli italiani sono controllati dallo strumento, soffermandosi in particolare su saldo e lista movimenti, proprio in questo momento, mentre noi scriviamo e poi, mentre voi leggerete.

Ma quando scatta l’allarme dell’evasometro?

L’allarme rosso scatterà quando l’algoritmo rivelerà uno scostamento del 20 – 25% tra quanto risulta dal saldo del conto corrente di fine anno e quanto dichiarato al Fisco. Se vi è un’anomalia tra entrate e uscite e reddito denunciato dal contribuente allora, ricevuto l’alert, Amministrazione Finanziaria e/o Guardia di Finanza potranno intervenire.

Qui Finanza

A questo punto, il cittadino deve dimostrare di non aver commesso alcuna azione fraudolenta e spiegare, documenti alla mano, di aver ricevuto quel denaro in modo del tutto legale. Le prove in questo caso saranno fondamentali perché, dopo l’alert saranno svolte ulteriori indagini e i dati verranno incrociati con quelli disposti dall’evasometro.

L’anomalia riscontrata dallo strumento potrebbe anche essere semplicemente una donazione oppure un lascito ereditario, ma spetta sempre al contribuente dimostrarlo se si è sottoposti a indagini. Se le indagini coincideranno con i dati dell’evasometro e il cittadino non sarà in grado dare prova della sua innocenza allora ci saranno delle conseguenze serie.

La fase sperimentale attualmente sta avvenendo su “conti correnti presi a campione e intestati a persone fisiche. L’anno d’imposta di riferimento è il 2014” in quanto è “possibile ricostruire la posizione finanziaria dei contribuenti fino a quella data.” L’intenzione è di estendere i controlli fino ai giorni nostri e a tutti i contribuenti, sia M5S che PD sono favorevoli all’utilizzo di questi strumenti per la lotta all’evasione fiscale, ecco perché è altamente probabile che l’intenzione diventi presto realtà.

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