Economia tedesca: La BCE non risana i conti della Germania. Merkel costretta a usare gli 80 miliardi di euro tenuti fermi nel salvadanaio nazionale.

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L’economia tedesca sta vivendo un momento di stallo in cui i propri conti non tornano come dovrebbero. La Germania è famosa per la sua forte industrializzazione di qualità, infatti è primo partner commerciale per quasi la totalità dei Paesi dell’UE. E’ stessa l’Europa però a voltargli le spalle: La BCE non vuole aiutare a risanare i conti. Angela Merkel se la deve cavare con le sue sole forze, ma è tranquilla perché ha un asso nella manica.

Sin dall’inizio dei tempi la Germania è stata contraria al Quantitative easing (Qe), inoltre ha contrastato Mario Draghi presidente della BCE, per aver messo in campo gli acquisti di titoli di stato e corporate bond dei paesi europei. Addirittura la stessa Germania ha criticato Draghi perché richiedeva nuovi stimoli monetari per i paesi dell’Unione e ha fatto in modo che nel 2018 il Qe terminasse.

Tutto ad un tratto però, nel momento di una propria difficoltà ingente, ecco che sfacciatamente i tedeschi cambiano opinione affermando che è necessario applicare il Qe in Europa! Ah sì? Solo quando fa comodo!

“Nella sostanza siamo in presenza di un importante cambiamento di rotta della politica economica europea ma vale la pena di chiedersi che cosa ha fatto cambiare improvvisamente idea al paese guidato da Angela Merkel.

Due fatti, che riguardano direttamente proprio la Germania, hanno preso il sopravvento: 1) il fatto che l’economia tedesca stia vistosamente rallentando, tanto da essere vicina alla recessione; 2) il fatto che Deutsche bank e Commerzbank siano vicine a un punto di collasso e che un’eventuale recessione non farebbe che peggiorare la loro situazione, producendo quei non performing loans (npl) che finora avevano evitato.”

Business Insider

Ecco, possiamo sentirci leggermente meglio ora che anche la Germania ha voltagabbana al proprio Governo, non siamo più gli unici a saper rigirare la frittata come ci pare e piace.

La cosa positiva però è che anche se l’UE non assisterà la Germania con il Qe i tedeschi hanno già un modo per riprendersi: si finanzieranno aumenti di stipendio e tasse più basse usando gli 80 miliardi di euro tenuti fermi in cassa dalla Merkel.

Com’è ben noto i tedeschi hanno sempre prodotto molto e sono i primi in esportazione di prodotti manufatturieri e non solo. Hanno giocato bene le proprie carte ottenendo sempre buon margini di profitto per ogni vendita estera e questo ha comportato l’accumulo degli 80 miliardi. Ora saranno usati per risollevare il Paese e ridargli la potenza economica di una volta.

La BCE non può finanziare chi i soldi già li ha e non li vuole spendere (tirchieria portami via!). Questa situazione per la Germania è sicuramente un bello smacco. Soprattutto perché è da anni che cercano di impartire lezioni agli stati europei più deboli, in particolare all’Italia.

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