Consulenti del Lavoro hanno rivelato il paradosso di chi torna a lavoro il 4 maggio in Italia sono soprattutto lavoratori over 50 residenti al Nord. Siamo in Italia, che vi aspettavate!? Dal 4 maggio 2020 scatterà la Fase 2 Coronavirus che riporterà a lavorare 4,4 milioni di cittadini italiani, purtroppo quelli più a rischio contagio. Nel dettaglio torneranno a lavoro sopratutto i lavoratori meno giovani e residenti nelle zone più a rischio del Nord Italia, circa il 65% del totale. Vediamo chi torna a lavoro il 4 maggio secondo consulenti del lavoro un giorno prima della ripartenza dal lockdown causato dal Coronavirus.

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Chi torna a lavoro il 4 maggio per la Fase 2

Chi torna a lavoro il 4 maggio? Se lo chiedono tutti quelli che non hanno già ricevuto il messaggio dal datore di lavoro. Tuttavia, se al 3 maggio ancora non sapete chi va a lavoro domani e chi no, probabilmente non tocca a voi. Nel dubbio, dare un’occhiata qui: Chi riapre dal 4 maggio.

La fase 2 Coronavirus infatti sarà graduale e non riapriremo tutti insieme tornando a braccetto a lavorare. Secondo uno studio dei Consulenti del Lavoro solo 4,4 milioni di lavoratori torneranno a lavoro domani mentre 2,7 milioni resteranno ancora a casa.

Chi torna a lavoro dal 4 maggio? Il paradosso italiano

Chi torna a lavoro il 4 maggio per la Fase 2. Per una questione di coerenza il governo ha deciso di portare avanti la linea del paradosso italiano. Dopo le figuracce sui congiunti (si, ma chi?), sulle autocertificazioni (una alla settimana) e sui bar aperti (in Calabria) cui non ci si può recare per legge, ecco che si torna a lavorare il 4 maggio, ma solo quelli più a rischio. Sì, perché tra giovani e over 50 tornano a lavoro gli over 50, tra uomini e donne tornano a lavorare più uomini, tra lavoratori del Nord, del Centro e del Sud tornano a lavorare maggiormente quelli del Nord.

Ora… Non per far polemica, ma giusto per farvelo notare meglio, correggeteci se sbagliamo: Il Nord resta la zona più esposta al Coronavirus con contagi sempre in crescita; gli uomini sono più contagiati delle donne; gli over 50 se contagiati rischiano la morte almeno 10 volte in più di un ventenne. Diteci voi, se questo non è un paradosso tutto italiano!!!

Dettagli sui lavoratori che ripartono dal 4 maggio

Chi torna a lavoro il 4 maggio per la Fase 2. Queste affermazioni, come vi dicevamo, sono basate su dati reali che hanno TUTTI a disposizione. I Consulenti del Lavoro nel dettaglio hanno dato dei numeri ben precisi che vi riportiamo.

“Su 100 addetti ‘fermi’ nella nostra Penisola per effetto dei provvedimenti governativi di sospensione delle attività a causa del Coronavirus, il 62,2% andrà nuovamente a svolgere la propria occupazione. E, di questi, 3,3 milioni sono uomini (il 74,8% del totale), e 1,1 milioni donne (25,2%)”.

In particolare scrivono che la fase 2 presenta “un quadro non coerente rispetto alla diffusione della pandemia“, infatti, la ripresa delle attività produttive “si concentrerà proprio nelle aree più interessate dal Coronavirus”. Lo dimostra che a fronte di 2,8 milioni di occupati nel Settentrione, “saranno 812.000 al Centro e 822.000 nel Mezzogiorno”.

Tra le regioni interessate Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Marche, dove il tasso di rientro oscilla intorno al 69%“. Differenti le percentuali nelle altre zone del Paese, ossia in Valle d’Aosta (49,3%), Lazio (46,7%), Sicilia (43,4%), Calabria (42,5%) e Sardegna (39,2%)”: qui, recita il dossier, la ‘fase 2’ coinvolgerà meno di un lavoratore su due tra quelli ‘sospesi’ per effetto dei decreti del governo“, concludono.

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