Booking.com evasore fiscale online da 350 milioni di euro, record shock in soli 6 anni.

Booking.com evasore fiscale

Booking.com evasore fiscale. Avete capito bene, ma com’è possibile che ben 350 milioni vadano persi! Come al solito in Italia servono anni prima di accorgersi di ciò che non va. Intanto i soldi non torneranno indietro e, centinaia di bravi cittadini ci hanno rimesso per conto di quelli che dal 2013 al 2019 hanno giocato a ‘chi evade di più’ online!

A creare tanto scompiglio nei conti è l’azione intermediaria di Booking.com sull’affitto delle abitazioni di privati senza partite Iva. I quali di conseguenza hanno incassato senza versare neanche l’ombra di una tassa allo Stato italiano.

Ovviamente non ci stiamo inventando numeri a caso, proprio come è stato riportato dal Sole 24 Ore, si tratta di:

Una stima basata sull’aumento esponenziale di questo tipo di prenotazioni, che dal 2017 ha registrato un incremento del 30%, superando di gran lunga quelle fatte con gli hotel. Il danno è duplice: da una parte il fisco perde un’entrata rilevante, dall’altra c’è una concorrenza sleale verso tutte quelle strutture ricettive che invece pagano regolarmente l’Imposta.

Il Sole 24 ore

Rimane poco da fare a danno compiuto. Questo tipo di attività online dovrebbe essere regolamentata, invece viene lasciata libera di scatenare caos nell’intero settore. Dopo 6 anni e 350 milioni buttati nel WC, ecco che ci accorgiamo che:

Booking dovrebbe operare in qualità di sostituto di imposta, registrandosi in Italia o utilizzando un rappresentante fiscale. Invece la tassa non è neanche dichiarata, con il risultato che l’azienda è sotto procedimento giudiziario per violazione della legge sui reati tributari.

Il Sole 24 ore

Ecco venire a galla la verità, ancora una volta troppo in ritardo; Booking ci ha marciato e non poco, adesso sarà il proprietario Glenn Fogel a risponderne per conto di tutti. Ci credete voi? Noi pensiamo proprio che verremo presi per il cu** ancora una volta, staremo a vedere.

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